Il melone è il frutto di una pianta rampicante, il cui nome botanico è Cucimis Melo, una Cucurbitacea: nel linguaggio comune il termine indica sia il frutto che la pianta.

Il frutto, particolarmente apprezzato nella stagione estiva, è molto più spesso utilizzato fresco, eppure è adatto anche alla preparazione di marmellate. La composta di melone è gustosa soprattutto quando viene abbinata con alcuni tipi di formaggio, soprattutto stagionato e piuttosto sapido.

La pianta e i diversi tipi di melone

La pianta, la cui coltivazione è oggi molto diffusa anche in Italia, è molto probabilmente di origine asiatica e, secondo le ricerche di botanica, nel nostro Paese è arrivata durante il periodo dell’Impero Romano: nell’antica Roma il frutto veniva più spesso utilizzato come ortaggio, ossia condito e magari accompagnato ad altre verdure. Anche oggi è così: nella maggior parte dei casi è servito come abbinamento al prosciutto crudo. Solo in tempi più recenti si sta facendo strada l’abitudine di aggiungerlo alla macedonia di frutta, utilizzarlo per preparare un rinfrescante gelato o un digestivo sorbetto.

I principali produttori di melone sono la Cina, la Turchia e gli Stati Uniti, mentre in Europa il primato per questa coltura spetta alla Spagna: l’Italia è al secondo posto per tonnellate prodotte e commercializzate.

Sul territorio nazionale vengono coltivati e distribuiti sia i cosiddetti meloni invernali che quelli estivi. Questi ultimi sono i classici “retati” dalla polpa arancio vivo e i “catalupi” con la buccia liscia. I meloni invernali, invece, hanno la polpa bianca e poco profumata. Di questi tra i più conosciuti e apprezzati a livello a mondiale ci sono due meloni italiani: il “gigante di Napoli” e il “melone meraviglia di Trapani”.

L’indicazione di gruppo, ossa “melone estivo” o “invernale”, non deve trarre in inganno: all’interno di ogni insieme stagionale sono note diverse varietà, distinte dal punto di vista botanico e anche per le dimensione e la forma dei frutti.

Qualità nutrizionali

Il melone è un frutto poco calorico: una porzione da 100 g apporta solo 34 kcal. Per tale motivo è sempre stato apprezzato anche da chi segue un regime ipocalorico a scopo dimagrante.

La polpa è ricca di acqua, questa componente conta per il 90% del peso. Questa caratteristica e la buona quantità di potassio, 300 mg per 100 g di alimento, rendono il melone un frutto dissetante a cui viene riconosciuta una buona azione diuretica e depurativa.

Il frutto apporta anche discrete quantità di vitamine, soprattutto A, C, PP, B1 e B2: per l’abbondante apporto di vitamina C ed A il melone è, a ragione, considerato un frutto antiossidante ed il suo consumo è particolarmente utile in estate, quando serve anche stimolare la produzione della melanina per favorire la protezione della pelle. I meloni arancioni, quelli estivi, sono anche una buona fonte di betacarotene.

Il melone è un remineralizzante naturale: grazie al contenuto di sali minerali come ferro, fosforo, sodio, calcio e potassio, contribuisce a mantenere sotto controllo la pressione arteriosa e a ripristinare le scorte idriche perse con la sudorazione.

Il melone non è adatto al paziente diabetico, perché nella polpa è abbondante la quantità di zuccheri semplici. Il frutto può essere di difficile digestione, anche per l’abbondante quantità di fibra contenuta nella polpa: per questo motivo è sconsigliato a chi lamenta lenta digestione.

14 luglio 2015
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