Melograno: perché si mangia durante le feste?

L’arbusto del melograno è indicato come originario delle regioni che comprendono Iran, Nord Africa e zona occidentale dell’Asia. Il frutto prodotto da questa pianta è a tutti gli effetti la melagrana, seppure sia molto diffusa l’abitudine di estendere il nome dell’albero, appartenente alla famiglia delle Punicaceae, anche ai suoi prodotti. Il termine deriva dall’espressione latina “malum-granatum”, tradotto in italiano come “mela con semi”.

La coltivazione del melograno si è ormai diffusa anche in altre zone del mondo, come ad esempio il Messico o gli Stati Uniti. Meno presente invece in Italia, dove viene coltivato perlopiù a fini ornamentali. I frutti del melograno sono molto apprezzati come rimedi naturali e sono considerati una tradizione del periodo di Natale. Vediamo ora i benefici per la salute e il perché siano indicati come alimento da mangiare durante le feste.

Melograno

Fresh peeled pomegranates with ruby red beans / Shutterstock

Perchè si mangia durante le feste

Il consumo di melograno durante il periodo delle feste di Natale non è ricondotto soltanto alle sue molte proprietà benefiche. Mito e leggenda si confondono nei secoli tanto da far arrivare le prime tradizioni legate al suo frutto fino all’Antica Grecia. Si narra che un chicco di questo frutto imprigionasse Persefone nel Regno degli Inferi, in compagnia di Ade, per sei mesi all’anno, facendo sì che alla sua scomparsa arrivasse l’inverno sulla Terra e che al suo ritorno sbocciasse nuovamente la primavera.

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Ha quindi innanzitutto un carattere duplice, di “morte” o conclusione di un periodo, ma anche di “vita” e di ritorno alla primavera. Una sorta di rito di passaggio per poter “sbocciare” in un nuovo e proficuo anno. Col tempo il frutto del melograno ha acquisito la fama di cibo associato alla fortuna e alla ricchezza, tanto da trasformarsi in un vero e proprio elemento insostituibile del periodo delle feste di Natale.

Melograno, chicchi

Proprietà naturali e ricette

I frutti prodotti dal melograno sono nutrienti eppure poveri di calorie, avendone appena 52 per ogni 100 grammi di parte edibile. Questo rapporto è prodotto dall’eccezionale presenza di acqua (80%), a cui si aggiungono zuccheri (13%), fibre (3-4%), proteine (1%) e grassi tra (0,5 e 1%).

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All’interno dei chicchi di melagrana si trovano ferro, sodio, magnesio, tracce di manganese, zinco e rame, mente maggiori sono le parti di vitamina C 20mg/100 grammi di frutto) e potassio (250 mg/100 grammi). Vitamina C e polifenoli forniscono al frutto del melograno proprietà antiossidanti, antitrombotiche, vasoprotettrici e gastroprotettrici.

Oltre che come frutto, la melagrana è un ottimo ingrediente per insalate gustose e ricche di proprietà naturali antiossidanti e gastroprotettrici. Un esempio è quella di spinaci, da preparare unendo alle foglie fresche e giovani di questa verdura circa 30 grammi di granella di noci, un po’ di rucola, i chicchi di un frutto di melograno (che andranno aggiunti dopo i condimenti per aumentare la bellezza e il colore del piatto), 1 pera tagliata a dadini, 1 finocchio tagliato a fettine sottili condendo il tutto con olio, sale e aceto balsamico a piacere. Per una variante vegetariana, ma non vegana è possibile aggiungere delle scaglie di pecorino sardo Dop.

27 dicembre 2017
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