Il melograno è un albero dalla duplice possibile utilità. Alla “classica” produzione di frutti si affianca la coltivazione a fini ornamentali, seppur a questo scopo venga impiegata perlopiù la sua versione “nana”, che può essere coltivata anche all’interno di un vaso. In questo secondo caso le melagrane non risulteranno però eduli.

Il termine melograno deriva dal latino “malum” e “granatum”, che si traduce nell’espressione “mela con semi”. Originario della regione che comprende Iran, Asia occidentale e Nord Africa, questo albero è ora coltivato soprattutto nelle Americhe, in particolare Messico e USA. In Italia è diffusa soprattutto la coltivazione a fini ornamentali.

Caratteristiche

L’altezza massima che può essere raggiunta dall’albero di melograno con frutti eduli è di circa 5-6 metri, in rari casi fino a un massimo di 7, mentre nel caso della pianta ornamentale si attesta intorno al metro. Le foglie sono lucide, dalla forma stretta (circa 2 cm) e allungata (tra 4-7 centimetri), opposte o sub opposte. I fiori sono di colore rosso vivo con 3-4 petali.

La coltivazione del melograno in Italia è possibile sia al Nord che al Centro e al Sud, in quanto dotato di particolare resistenza alle temperature estreme: è in grado di tollerare sia al caldo estivo che il freddo invernale, purché la temperatura non scenda al di sotto dei 10-20 gradi sotto zero (a -10° la pianta inizia a soffrire per la temperatura troppo ridiga, mentre a -20° muore).

Dal melograno derivano alcuni noti rimedi naturali, le cui proprietà e benefici sono da ascrivere non soltanto ai frutti (“melagrane” o “balauste”), ma anche a corteccia e fiori.

Come coltivarlo

La coltivazione del melograno richiede innanzitutto il giusto momento di inizio (o messa a dimora), che potrà variare a seconda della proprio zona climatica: al Centro e al Sud viene solitamente indicato il periodo autunnale/invernale come il più indicato; per quanto riguarda invece il Nord, così come nelle aree più fredde del Centro-Sud, la stagione migliore risulta essere quella primaverile. Il terreno per la messa a dimora dovrà essere ben drenato.

L’irrigazione dovrà avvenire, durante il periodo estivo, ogni 8-10 giorni circa (coltivazione in giardino) oppure ogni 12-14 giorni (coltivazione in vaso). In entrambi i casi attenzione ai ristagni d’acqua, che possono influire negativamente sulla qualità dei frutti. Nella restante parte dell’anno dovrebbe essere sufficiente la normale pioggia, a meno di trasferimento all’interno del melograno a causa delle temperature troppo rigide.

Durante il periodo più caldo (maggio-agosto) sarà utile inoltre prendersi cura della pianta utilizzato del concime naturale. Importante sarà poi il momento della potatura, che varierà a seconda del tipo di crescita scelta per il melograno:

  • Coltivazione “ad albero” – Durante i primi tre anni spuntare appena i rami per impostare la forma, poi nel periodo invernale eliminare i rami in eccesso noti come polloni (alla base della pianta) e succhioni (sul tronco, ma sotto la diramazione principale);
  • Coltivazione “a cespuglio” – Spuntare la pianta appena messa a dimora fino a impostare l’altezza intorno ai 20 centimetri, mantenendo in questo caso solo le diramazioni sui rami principali e procedendo nel periodo invernale al semplice sfoltimento.

27 novembre 2015
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