Le melanzane sono le protagoniste di molti piatti estivi della tradizione mediterranea, dalla varietà ripiena all’irresistibile parmigiana. La loro coltivazione, tuttavia, parte dalla primavera: come fare per ottenere un raccolto rigoglioso sia in orto che in balcone?

Prima di procedere con la trattazione, è bene specificare come esistano diverse varietà di melanzana: sebbene le pratiche di coltivazioni siano simili, la scelta dipende dalle caratteristiche climatiche del luogo in cui si vive, così come dalle proprie necessità. È utile, di conseguenza, scegliere il fornitore locale di semenze e chiedere consiglio prima di lanciarsi nella predisposizione dell’orto.

Cosa sapere prima di coltivare le melanzane

La Solanum melongena è una pianta della famiglia delle Solanaceae, di cui si consuma il frutto. Originaria dell’India, ha trovato la sua diffusione prima nelle antiche popolazioni mediorientali del IV, quindi nel resto d’Europa grazie ai commerci e alle comunicazioni del Mar Mediterraneo. La pianta si caratterizza per un aspetto erbaceo: alta dai 30 centimetri a oltre un metro, presenta foglie ampie e di un verde scuro, nonché grandi fiori bianchi oppure viola. Il frutto è allungato e dalle colorazioni intense, dal rosso al violaceo a seconda delle varietà, e viene usato per l’alimentazione dopo la cottura.

Il clima preferito è quello caldo della tarda primavera e dell’estate: la melanzana ha infatti bisogno di molto calore per sviluppare i suoi frutti, tanto da temere anche il semplice calo delle temperature durante le ore notturne. Per questo la semina avviene per tempistiche differenziate a seconda della zona di residenza – già da febbraio al meridione, tra marzo e aprile al settentrione – con un culmine del raccolto tra luglio e agosto. Non a caso, la pianta ama un’esposizione diretta al sole per gran parte della giornata, nonché la coltivazione in serra o protetta da teli scuri per aumentare ulteriormente calore e umidità.

Il terreno ideale è mediamente morbido, altamente drenate e decisamente ricco di sostanze nutritive. Si può fare ricorso a concimi organici, anche di origine animale come il letame, quindi anche al compost. Per distribuire al meglio le proprietà utili per lo sviluppo della pianta, è necessaria un’opera di zappatura regolare, nonché la ripetizione frequente del processo di fertilizzazione.

L’annaffiatura richiede un certo impegno, poiché la melanzana necessita di acqua abbondante, soprattutto nelle fasi iniziali della crescita. In genere, la pianta deve essere annaffiata dalle 2 alle 4 volte a settimana per il primo mese, poi ci si basa sul tasso d’umidità del terriccio, anche per evitare i ristagni. Siccome la melanzana soffre l’attacco dei parassiti, l’acqua dovrebbe essere distribuita a livello del suolo, senza coinvolgere le foglie. Qualora la propria zona di residenza fosse frequentemente coinvolta da fenomeni piovosi, utile sarà predisporre un adeguato riparo di protezione, anche mobile da sfruttare all’occorrenza per non bloccare troppo la luce solare.

Coltivazione in orto o in vaso

La melanzana può essere efficacemente coltivata in orto oppure in vaso, anche se la prima modalità è più frequente, sia per le grandi dimensioni del frutto che per la possibilità di un raccolto più copioso.

Il vaso andrà adeguatamente predisposto, inserendo un letto di ghiaia o cocci sul fondo per agevolare il deflusso dell’acqua. Si riempie quindi il contenitore, di profondità generosa, con del terriccio morbido ma ricco di sostanza nutritive anche da compost. Infine, si mescola bene il tutto, per garantire un’equa distribuzione anche in profondità.

La semina avviene dalla fine di febbraio fino ad aprile inoltrato, a seconda delle zone di residenza. Raggiunta una temperatura sufficiente, di almeno 12 gradi, i semi vengono posizionati in un semenzaio riscaldato: dopo l’apparizione dei primi germogli, le piantine vengono trapiantate nel terreno di destinazione. Poiché questa fase risulta essere molto delicata, considerato come i semi possano faticare a generare una pianta, di norma si acquistano direttamente piante già germogliate per il trasferimento diretto nel proprio terreno. La disposizione in terra piena avviene per file, distanziate fra di loro di una settantina di centimetri, con piante a loro volte separate da 40-50 centimetri ciascuna. Si effettua semplicemente una buca del terreno poco più grande delle radici, si posiziona l’esemplare e, dopo aver riempito gli spazi vuoti con del terriccio aggiuntivo, si inumidisce e compatta il tutto. Può essere utile, infine, la previsione di aste in legno o in metallo per aiutare la pianta a rimanere in posizione eretta, soprattutto per reggere il peso dei frutti: per farlo, si realizzano dei tutori legando delicatamente il fusto progressivamente durante la crescita.

La melanzana può aver bisogno di tanto in tanto di interventi di blanda potatura, soprattutto quando vi è un cespuglio troppo rigoglioso che potrebbe creare zone d’ombra, quindi di interventi di contenimento di infestanti e parassiti. Fra i più noti, muffe e afidi. Il raccolto avviene tra luglio e agosto o, in alternativa, a frutti sufficientemente maturi.

18 aprile 2015
Lascia un commento