La biologia dei vari habitat si adatterà man mano che il clima cambierà. Lo stiamo già vedendo. Uno degli effetti delle temperature estreme di quest’estate per esempio è stato l’arrivo di piccole meduse, della specie Craspedacusta sowerbii, che sono state avvistate nei laghi alpini della Valle D’Aosta.

A trovarsi di fronte allo spettacolo di meduse natanti sono stati quattro sub di Aosta che si sono immersi nel principale lago di cava del Golf Les Iles, a Brissogne. Dopo due giorni, quando i sub sono tornati per fare delle foto, il numero degli individui si era notevolmente ridotto, probabilmente per una diminuzione della temperatura dell’acqua.

Craspedacusta sowerbii, una specie di medusa d’acqua dolce quasi trasparente, di colore bianco-verde, grande quanto una moneta, innocua per l’uomo, vive in acque pulite, ma con temperature elevate. Queste sono le condizioni che devono aver trovato in questi laghi, almeno per alcuni giorni.

Anche nel lago di Lugano ci sono stati degli avvistamenti, a testimonianza che la confluenza dei fattori che rendono un ambiente per loro ideale non è così frequente. A classificarle è stata la struttura “Flora, fauna, caccia e pesca” dell’Assessorato dell’Agricoltura e risorse naturali.

Come possono però essere arrivate nei nostri laghi? Queste meduse hanno la capacità di rimanere quiescenti allo stato di polipo anche per decenni, fino a che non trovano delle condizioni ideali per passare allo stadio successivo. Una delle ipotesi è che siano arrivate “in compagnia” di uccelli acquatici, trasportate dal fango accumulato sulle loro zampe.

10 settembre 2015
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