Si chiamano Medaka e sono noti come pesciolini del riso, provengono dal Giappone e possono risultare dal corpo dorato, rossi e bianchi, tricolori o addirittura iridescenti. Piuttosto resistenti, stanno spopolando lentamente anche in Italia, trovando spazio nei laghetti casalinghi, nonché in piccole vasche e tinozze. Adattabili a profondità ridotte, solitamente vivono nei bacini bassi e stagnanti delle risaie, da cui prelevano solo le alghe in eccesso, senza toccare le piante. Oltre che le larve di zanzare, di cui sono ghiotti. Sono animali antichi molto amati in terra nipponica, in particolare perché sono gioiosi, vivono in branco e adorando giocare e rincorrersi. Sono pesci molto sociali che cercano e scelgono il partner, riconoscendolo visivamente.

Questa capacità di ricordare la fisionomia degli altri compagni di gruppo avvicina i Medaka all’uomo, nonché a tutti quegli animali che hanno confermato comportamenti simili. Ma c’è un fattore che rendere questi pesciolini speciali: la difficoltà a riconoscere le fisionomie amiche quando vengono capovolte.

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Un percorso mentale importante e simile a quello umano ma, come specificano gli scienziati, ciò non ha valenza con gli oggetti. Lo stesso accade all’uomo: un viso messo sotto sopra non sortisce lo stesso effetto, divenendo complicato riconoscerne i tratti e le caratteristiche anche se familiari. Esiste un’area specifica del cervello deputata a questo compito, cioè al riconoscimento dei volti. Una volta capovolti, la nostra mente cerca di elaborare i dati attraverso un’altra area, quella dedicata all’analisi degli oggetti.

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Mu-Yun Wang, dell’Università di Tokyo con il suo team, ha sottoposto i pesciolini del riso a un esperimento di riconoscimento. Sfruttando l’interazione tra alcune coppie, la capacità delle femmine di accoppiarsi con maschi a loro noti, hanno schermato pinne, corpo e muso di questi ultimi con una pellicola trasparente. Le femmine hanno reagito con freddezza non riconoscendo i partner. Mentre utilizzando un prisma, che ne invertiva l’immagine in verticale e orizzontale, le femmine non hanno risposto allo stimolo ignorando i partner. Come per l’uomo, faticano a individuare le fisionomie ma non sbagliano con gli oggetti.

3 agosto 2017
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