Non sarà forse la notizia che vegetariani e vegani si attendo, ma si tratta comunque di un passo importante per una maggiore consapevolezza, seppur lieve, dei diritti degli animali d’allevamento: McDonald’s si è opposta alla tortura dei maiali.

La nota catena di fast food, che fa della carne di maiale l’alimento primario dei propri prodotti, si è in particolare espressa sulla pratica delle “gestation stall“, ovvero delle piccolissime gabbie in cui le scrofe vengono richiuse in attesa del parto.

Queste gabbie da gestazione, delle vere e proprie galere per gli animali, non consentono ai maiali di muoversi e nemmeno di adagiarsi al terreno, per quanto sono studiate al millimetro per avvolgere il loro corpo. L’uso sarebbe motivato dalla necessità industriale di raggruppare il maggior numero di scrofe incinte nel minor spazio possibile, fino anche all’ordine di 30-40 esemplari in pochissimi metri quadrati. Ma non è tutto: avvenuto il parto, le scrofe vengono spostate nelle cosiddette “farrowing crates“, dei piccoli sgabuzzini metallici dove le madri rimangono per mesi adagiate sul fianco per garantire l’allattamento continuo dei piccoli.

McDonald’s, supportando la causa di The Humane Society of the United States (HSUS), ha così deciso di tagliare i ponti con tutti gli allevatori privi di condizioni di vita animale dignitose. Il vicepresidente Dan Gorsky si è infatti così espresso:

McDonald’s crede che le gabbie di gestazione non siano un modello di produzione sostenibile per il futuro. Ci sono alternative che consideriamo migliori per il benessere dei maiali. McDonald’s vuole vedere la fine della segregazione e delle gabbie di gestazione nella propria catena di fornitura. Incominceremo presto degli accordi con i nostri fornitori statunitensi, per capire quanto lavoro serva per raggiungere il nostro obiettivo. A maggio, dopo aver ricevuto i piani dei nostri fornitori, condivideremo con tutti le nostre intenzioni e i nostri prossimi passi.

Secondo alcune stime del The New York Times, negli Stati Uniti circa il 70% dei maiali sarebbe costretto a condizioni di forzata immobilità, sia per garantirne un ingrasso facile che per aumentarne il numero di esemplari per fattoria. Un dato che trova la conferma dai rappresentanti di HSUS, per voce del CEO Wayne Pacelle:

Tutti gli animali hanno il diritto a trattamenti dignitosi, anche quelli destinati al macello. È assolutamente sbaglio immobilizzare per tutta la vita gli animali in celle raramente più larghe dei loro stessi corpi.

Le gabbie di gestazione sono vietate in Florida, Arizona, Oregon, California e Ohio, mentre entro la fine del 2012 dovrebbero essere eliminate sull’intero territorio dell’Unione Europea e in Nuova Zelanda.

, EcoRazzi

14 febbraio 2012
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I vostri commenti
Lucilla & Nadia, venerdì 16 maggio 2014 alle20:52 ha scritto: rispondi »

Salve io sono una ragazzina di 13 anni con il sogno di diventare una vera e propria veterinaria ho messo anche il nome Nadia perché è una delle cose che non odierò MAI e Nadia è la mia cagnolina che amo e volevo dire che non solo maltrattano i maiali ma anche i polli da come ho letto su un sito un sito web un po di tempo fa. ABBASSO IL MALTRATTAMENTO AGLI ANIMALI!!! BASTA! !! SONO POVERE ANIME!! VOGLIO CAPIRE COSA VI HANNO FATTO!?!!!!

Roby, giovedì 29 agosto 2013 alle21:47 ha scritto: rispondi »

Quando smetteranno veramente ci crederò.

Paolo Simionato, mercoledì 15 febbraio 2012 alle8:23 ha scritto: rispondi »

Peccato che McDonald's sia proprio l'azienda che più ha contribuito ad arrivare a questi metodi di allevamento. Diciamo che è un piccolo passo in avanti MA noi non vogliamo "gabbie più grandi" vogliamo GABBIE VUOTE!!! L'unico modo per trattare in modo "umano" gli animali è non sfruttarli, non trattarli come oggetti al nostro servizio e non mangiarli!!!

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