Un allarme di dimensioni “globali” ha scosso l’attenzione del pubblico in questi primi giorni di agosto. Al centro dell’attenzione è finita la possibilità che si verifichi una super tempesta solare potenzialmente in grado di mettere a serio rischio la maggior parte delle attività umane, ma c’è anche chi si spinge oltre e parla di fine della vita sulla Terra dipingendo scenari apocalittici che sembrano ispirati direttamente da sceneggiatori di Hollywood.

A scatenare la ridda di dubbi e allarmi sono state alcune dichiarazioni arrivate dalla task force internazionale SolarMAX che ha il compito di calcolare i rischi di una tempesta solare. Secondo la portavoce del gruppo, Ashley Dale dell’Università di Bristol, c’è infatti una buona probabilità che un simile evento si scateni in tempi più o meno brevi, con conseguenze molto pesanti sia per le infrastrutture delle telecomunicazioni, sia per l’umanità stessa.

Una super tempesta solare di grandi proporzioni produrrebbe una quantità di energia pari a quella scatenata da 10 miliardi di bombe nucleari come quella di Hiroshima che esplodono allo stesso tempo. Questo porterebbe al completo crollo del sistema satellitare GPS e delle telecomunicazioni in generale, con il blocco dei trasporti, l’interruzione delle linee elettriche e il mancato funzionamento di qualunque dispositivo elettronico su cui si reggono le società sviluppate. Uno scenario del genere porterebbe inoltre buona parte dell’umanità indietro di parecchi secoli, causando epidemie e vuoti di potere con disordini e forti instabilità sociali.

Stando alle indicazioni fornite dalla NASA, una tempesta solare avviene in genere ogni 150 anni e considerando che l’ultima è stata registrata nel 1859, le possibilità che se ne verifichi un’altra nell’immediato sono molto alte. Questa posizione trova d’accordo molti studiosi, ma c’è chi avanza dei dubbi sull’attendibilità di questi calcoli.

Tra quanti non si fidano di questi modelli c’è Massimo Messerotti dell’osservatorio di Trieste dell’Istituto Nazionale di Astrofisica e membro del consiglio direttivo della SWIC (Space Weather Italian Community), un gruppo che mira a creare un coordinamento europeo per l’osservazione di questo genere di fenomeni. Lo studioso italiano ha dichiarato:

Non ci sono elementi per dire se arriverà a breve o fra 100 anni. Sappiamo che si verificherà, ma non siamo in grado di dire quando. L’importante è essere preparati ad affrontare questi eventi estremi.

Messerotti afferma che la statistica evidenziata dalla NASA è troppo rudimentale e approssimativa, perché l’evento del 1859, conosciuto anche come evento Carrington (dal nome dell’astronomo britannico che rilevò l’attività solare), non è l’unico avvenimento significativo di questo tipo.

A sostegno di tale tesi c’è il fatto che dal 1859 ad oggi ci sono state diverse tempeste di grande intensità, come quella del 1921, che potrebbe essere stata addirittura superiore all’evento di Carrington, ma eventi rilevanti si sono avuti anche nel 1989 e nel 2003, quando tra ottobre e novembre la cosiddetta “tempesta di Halloween” causò non pochi problemi al mondo delle telecomunicazioni.

È chiaro comunque che non bisogna chiedersi “se” avverrà una super tempesta solare, ma “quando” avverrà. Se le osservazioni della NASA fossero corrette vorrebbe dire che sono passati 155 anni dal precedente evento, per cui l’arrivo di un nuovo fenomeno può considerarsi imminente o, comunque, fortemente probabile entro i prossimi 10 anni.

Su una cosa gli scienziati sono però concordi ed è l’assoluta necessità di convincere i governi e a coordinarsi e a mettere in atto misure adeguate atte a limitare i danni, preservando l’integrità delle infrastrutture e dei servizi di base per garantire continuità alla civiltà attuale.

4 agosto 2014
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