Maxi-bollette addio: info su pagamenti e rimborsi

La Legge di Bilancio 2018 ha sancito lo stop alle maxi-bollette. Insieme ad altre normative, tra le quali anche quelle sulla casa relative a ecobonus ristrutturazioni e bonus sismico, quella citata in avvio impedirà l’arrivo di conguagli che facciano riferimento a fatture che siano state emesse oltre due anni prima: trascorso tale periodo (2 anni) saranno da considerarsi prescritte.

A fare il punto su tempi di prescrizione, modalità di pagamento ed eventuali rimborsi delle maxi-bollette è l’associazione dei consumatori Codici, impegnata attivamente nella redazione, insieme con altre associazioni, e nella presentazione del testo di legge inserito poi nella Legge di Bilancio 2018. Come ha sottolineato Luigi Gabriele, responsabile affari istituzionali e regolatori:

Abbiamo messo argine ad un’ingiustizia a danno del consumatore; ad un fenomeno che l’Autorità per l’Energia ha sempre sottostimato, mentre i distributori di elettrico e gas percepivano fondi incredibilmente cospicui, che fanno buona parte dei loro bilanci, per svolgere un’attività che in effetti non svolgevano. Per fortuna oggi sono obbligati a farlo, pena la perdita del denaro.

Diversi innanzitutto i tempi di attuazione delle modifiche per le varie bollette: il via sarà per le fatture emesse dopo il 1 marzo 2018 per l’elettricità, per quelle post 1 gennaio 2019 per il gas mentre si dovrà attendere gennaio 2020 per quelle dell’acqua. Le novità riguarderanno utenti privati e microimprese, ditte con meno di 10 dipendenti o 2 milioni di euro di fatturato annuo; per quanto riguarda luce e gas il provvedimento impatterà anche sui rapporti tra venditori e distributori.

Maxi-bollette: sospensione pagamenti e rimborsi

I consumatori che avranno ricevuto una maxi-bolletta potranno richiedere la sospensione del pagamento fino ad avvenuta “verifica della legittimità di condotta dell’operatore” qualora siano sopraggiunte una o molteplici condizioni, quali ad esempio:

  • Le maxi-bollette interessino fattura a debito relative a un periodo superiore ai due anni;
  • L’utente abbia presentato, nelle forme previste dall’Authority, reclami inerenti i conguagli;
  • Sia stato aperto dall’Authority un procedimento per accertare eventuali violazioni del codice del consumo in relazione alle modalità di “rivelazione dei consumi, di esecuzione dei conguagli o di fatturazione utilizzata dall’operatore interessato”.
  • Viene inoltre specificato che il rimborso per quanto pagato e non dovuto dovrà avvenire entro i 3 mesi, a titolo di “indebito conguaglio”, dall’esito della verifica di legittimità in merito alla condotta da parte dell’operatore. Fa eccezione la mancata o erronea rilevazione dei dati di consumo riconosciuta a carico dell’utente.

    17 gennaio 2018
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