Il valore del paesaggio è una delle tracce della prima prova degli esami di maturità 2016. Il tema è stato proposto come argomento del saggio breve o dell’articolo storico-politico. Nelle scorse ore il ministro dell’istruzione Stefania Giannini aveva inviato diversi indizi agli studenti, dichiarando che se la maturità fosse stata un colore sarebbe stata il “verde”. Verde è anche il colore dell’abito con cui il ministro si è presentato questa mattina alla trasmissione Uno Mattina.

Per lo svolgimento della traccia gli studenti hanno potuto contare su un articolo firmato dallo storico dell’arte Claudio Strinati, pubblicato sull’Huffington Post. Il documento, dal titolo “La retorica che avvelena la Storia (e gli storici) dell’arte”, invita a una profonda riflessione sul patrimonio artistico e paesaggistico, trattato spesso con una retorica che uccide l’azione:

Tutti, è vero, abbiamo piacere di stare in un ambiente pulito, bello, sereno, […] di viaggiare attraverso i paesaggi meravigliosi della nostra Italia, tenere lontani gli orrori delle urbanizzazioni periferiche, delle speculazioni edilizie, della incoscienza criminale di chi inquina, massacra, offende, opprime l’ambiente naturale e urbanistico.

Ma questo non significa che tutti siano veramente convinti che la conoscenza dell’arte nelle sue molteplici realtà sia un dovere e sia utile.

Gli studenti hanno potuto trarre spunti di riflessione anche dall’estratto di un discorso sul paesaggio tenuto dal critico d’arte Vittorio Sgarbi per celebrare i 150 anni dell’Unità d’Italia. In quell’occasione Sgarbi sottolineò lo stretto legame tra bellezza e storia parlando di “sacralità del valore del paesaggio”:

Il paesaggio italiano rappresenta l’Italia tutta, nella sua complessità e bellezza e lascia emergere l’intreccio tra una grande natura e una grande storia. Un patrimonio da difendere e ancora, in gran parte, da valorizzare.

Tra i documenti anche un testo firmato dal presidente del FAI Andrea Carandini, che sottolinea l’importanza di una fusione armonica delle attività che caratterizzano e plasmano il paesaggio.

I maturandi hanno tratto ispirazione anche dall’articolo “Perché gli italiani sono diventati nemici dell’arte”, firmato da Salvatore De Settis. L’archeologo sostiene che il paesaggio in Italia sia stato assimilato alle opere d’arte. Tutelando il patrimonio paesaggistico si tutela pertanto anche il patrimonio culturale.

I maturandi hanno avuto modo di trattare un tema ecologico anche nella traccia socio-economica, che invitava a riflettere sui limiti del PIL come misura della ricchezza reale. Un argomento molto dibattuto negli ambienti ecologisti, dove da tempo si invita a riappropriarsi di un concetto più sostenibile di crescita e progresso.

22 giugno 2016
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