Mattanza delle balene: una petizione per fermare la Norvegia

Riparte la tradizionale caccia alle balene in Norvegia e, per questa primavera 2017, i ritmi saranno addirittura più serrati rispetto agli anni precedenti. La nazione si appresta infatti a uccidere ben 999 esemplari entro l’estate, non solo un aumento rispetto agli 880 del 2016, ma il record storico per le fredde acque del Nord Europa. E scoppiano le polemiche a livello mondiale, con la richiesta al Paese di rispettare gli accordi internazionali sulla protezione delle specie marine e una petizione, già sottoscritta da oltre 900.000 firmatari.

Come ogni primavera, la Norvegia si lancia nella caccia alle balene, perlopiù a scopo commerciale: la carne, oltre che per il consumo umano, viene infatti macellata e impiegata ai più svariati scopi, quale la produzione di alimenti per gli animali domestici, mentre grassi e oli per alcuni ritrovati cosmetici. Una consuetudine in contrasto con la moratoria internazionale dell’International Whaling Commission, entrata in vigore nel 1986, che impedisce la cattura e l’uccisione dei grandi cetacei per un ritorno commerciale. E sebbene parlando di balene l’immaginario comune corra verso le acque giapponesi, è proprio la Norvegia a detenere il triste primato.

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A pochi giorni dall’inizio delle battute di caccia, l’emittente locale NKR ha mandato in onda un documentario – intitolato “Slaget om kvalen”, ovvero “Battaglia d’agonia” – per illustrare le sofferenze a cui i cetacei vengono ogni anno sottoposti. In particolare, emerge come il 90% degli esemplari catturati siano femmine incinte, poiché più facili da raggiungere: colpite con fiocine e arpioni, vengono trasportate agonizzanti sulle navi, dove vengono macellate a seguito della rimozione dei loro feti. Una scoperta che ha sollevato le proteste della sezione norvegese di Greenpeace, così come Truls Gulowsen ha confermato all’AFP:

Da un lato è in violazione di un divieto internazionale, dall’altro cacciare animali in uno stato avanzato di gestazione è indifendibile da qualsiasi punto di vista.

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Nel mentre, è apparsa sulla piattaforma Aavaz una petizione – riportata in calce – per chiedere lo stop immediato alle battute in corso, con oltre 900.000 firmatari provenienti da tutto il mondo:

Le balene sono creature incredibilmente intelligenti, sappiamo che con il loro “canto” comunicano tra di loro e che provano emozioni simili a quelle umane. Ma ogni anno in Norvegia sono cacciate e fatte a pezzi e poi usate per farne cibo per animali e prodotti di “bellezza”! È allucinante. Senza l’attenzione dei media la Norvegia è diventata il primo killer globale di balene. Ma ora un’enorme ondata di indignazione può far chiudere i porti europei alle loro baleniere, bloccando la vendita. Con l’Islanda ha funzionato, firma ora la petizione.

23 marzo 2017
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