Diversamente dal pensiero degli occidentali, l’antico modus vivendi indiano dell’Ayurveda si basa sulla convinzione che tutte le forme di vita abbiano tre “doshas”, ossia delle energie note come “vata”, “pitta” e “kapha”. L’Ayurveda comprende tecniche di disintossicazione, alimentazione, ricette a base vegetale, meditazione, yoga e il massaggio personalizzato per i doshas di ogni persona.

Un massaggio ayurvedico aiuta a eliminare le tossine attraverso la purificazione, rafforza il tono muscolare, rilassa e ringiovanisce il corpo. Il trattamento utilizza mani, piedi, gomiti, avambracci e sfere ben oliate: avviene tramite manovre di sfioramento, impastamento, tecniche di massaggio tradizionale e prevede il ricorso a oli essenziali che soddisfino il singolo dosha dei pazienti. Lo stile e l’intensità del massaggio dipendono dalla necessità dell’individuo in termini di equilibrio e benessere.

Massaggio Ayurvedico: a cosa serve

Il massaggio ayurvedico serve a disintossicare e a purificare il corpo, aumentando l’efficacia del sistema immunitario dell’organismo umano. Aiuta così a curare la salute, aumentando il benessere generale di chi vi si sottopone.

Il trattamento comporta tutta una serie di procedure utilizzate nell’Ayurveda per la gestione di malattie come l’artrite, la spondilite, la lombalgia, lo slittamento del disco, la spalla bloccata, lo stress e la sciatica. In particolare, è indicato quando i farmaci allopatici non riescono a essere pienamente efficaci.

Tipi di massaggio ayurvedico

I massaggi ayurvedici possono essere di vari tipi: vanno dal massaggio della testa e della nuca con olio alle erbe personalizzato, chiamato Abhyanga, al massaggio Shirodhara fatto sulla fronte sempre con un olio. Il Vishesh è invece un massaggio muscolare profondo, mentre l’Udvartana si riferisce a un tipo di trattamento dimagrante effettuato con delle erbe in polvere. Il Pizzichilli, infine, si effettua con un olio caldo a base di erbe con l’aiuto di due terapeuti.

Oltre a questi tipi vi sono altre modalità di massaggio, come lo Shiro-Abhyanga-Nasya: consiste in un intervento profondo a livello linfatico, che coinvolge collo, spalle, testa e viso, il tutto accompagnato da vapori aromatici. L’Abhyanga-Garshana, invece, consiste in una spazzolatura a secco della pelle, accompagnata da un massaggio con olio alle erbe.

Gli oli impiegati

Massaggiare il corpo con oli ayurvedici aiuta a stimolare le funzioni interne, fornendo nutrimento ai vari tessuti. Inoltre, la pelle si idrata e si rassoda, mentre vengono stimolati gli enzimi che aumentano i fluidi vitali per l’organismo. Un massaggio ayurvedico è utile anche per trattare vari problemi come la stanchezza muscolare, la perdita di capelli e lo stress.

Esistono vari tipi di oli a cui si fa ricorso per curare il corpo. Sulla base dei differenti dosha, i molteplici oli da massaggio ayurvedico hanno effetti diversi su altrettanti individui. Conoscere gli elementi che meglio comunicano col dosha del paziente è il primo passo per rendere l’olio efficace. Mentre una persona con una miscela di aria ed etere può trarre beneficio dall’olio Vatha, un’altra con combinazione di fuoco e acqua può essere più propensa a un massaggio con olio Pitta. Un olio secco Kapha o un olio caldo di senape si adattano a colore che hanno l’acqua e la terra fra i loro elementi. Ecco i classici oli da massaggio utilizzati nell’Ayurveda:

  • Olio Vata:: migliora la pelle e la circolazione, mentre disintossica il corpo;
  • Olio Pitta: elimina il calore ed è ideale per trattare alcuni disturbi della pelle;
  • Olio Kapha: riscalda il corpo in quanto elimina l’acqua in eccesso e lenisce le ferite;
  • Olio biologico di sesamo: aatto a tutti e di qualità eccellente, dà ottimi risultati per il miglioramento dello stato dei capelli e per combattere le infiammazioni;
  • Olio biologico di mandorle: offre una pelle più giovane e liscia;
  • Olio Brahmi e Bhringraj:: sono eccellenti nei casi di calvizie e capelli stressati.

Quando si sceglie l’olio per un trattamento ayurvedico, lo si fa non solo in funzione delle necessità dell’interessato, ma anche in base alla stagione corrente: quelli di cocco e di girasole sono ottimi con il clima caldo, quello d’oliva è raccomandato invece in inverno.

9 ottobre 2014
I vostri commenti
michele, martedì 26 luglio 2016 alle12:08 ha scritto: rispondi »

Davvero interessante e puntuale come spiegazione.

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