Marte si avvicina alla Terra e diventa per qualche giorno uno dei corpi celesti più luminosi nel cielo. Il Pianeta Rosso ha raggiunto alle 23:34 di lunedì 30 maggio il punto più vicino al globo terrestre, circa 75,3 milioni di km di distanza, evento straordinario che non si ripeteva da 11 anni.

L’avvicinamento di Marte alla Terra ha permesso ai ricercatori di studiarne meglio alcuni particolari relativi alla superficie. Evento che sembra sia tutt’altro che terminato, ma che accompagnerà gli affascinati spettatori ancora per qualche giorno. Come ha spiegato l’astrofisico Gianluca Masi, responsabile del Virtual Telescope:

Marte resterà ben visibile ancora per un mese, poi diventerà più sfuggente, lontano e modesto ma comunque visibile a occhio nudo.

Sarà possibile nel cielo notturno notare la tipica colorazione rossastra marziana, mentre per cogliere maggiori dettagli sarà comunque necessario munirsi di un telescopio. Malgrado la luminosità possa risultare inferiore rispetto al 22 maggio, quando ha raggiunto la posizione opposta rispetto al Sole, in questi giorni sarà più facile ammirarne la presenza, spiega Masi, in quanto:

Il pianeta sorge appena fa buio, ma deve arrivare all’altezza di 30 gradi sull’orizzonte per diventare ben visibile.

Nonostante la tipica colorazione rossastra, riconoscere Marte nel cielo potrebbe all’inizio rivelarsi meno semplice del previsto. Il suo diametro dalla Terra apparirà circa un centesimo inferiore rispetto a quello della Luna.

Per orientarsi basterà guardare a Sud verso la costellazione della Bilancia. Tuttavia servirà un telescopio dal diametro di almeno 100 millimetri per notare alcuni dettagli più interessanti, compresa la presenza della calotta ghiacciata del Polo Nord e le aree più scure della sua superficie.

1 giugno 2016
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