Tra le varie specie di marsupiali, il canguro è forse quello più conosciuto e riconoscibile. Simbolo dell’Australia nell’immaginario comune, nonché identificato come esemplare tenero e buffo per la sue grandi doti da saltatore, in realtà questo animale presenta un carattere ben preciso, una grande forza fisica e può risultare pericoloso se non gestito da personale addestrato. A che serve, tuttavia, il suo marsupio?

Prima di entrare nel merito della quastione, tuttavia, vale la pena specificare come del canguro esistano ben 60 specie, appartenenti alla famiglia dei macropodi. In linea generale, gli esemplari più famosi sono quelli del canguro grigio e del canguro rosso, i quali possono raggiungere fino ai 90 chilogrammi di peso.

A cosa serve il marsupio del canguro?

Nei marsupiali come il canguro, a differenza degli altri mammiferi, lo sviluppo dell’embrione non avviene all’interno dell’utero, bensì in una resistente tasca a livello addominale, aperta nella parte superiore e particolarmente resistente. Il marsupio, di conseguenza, è necessario per la crescita della prole finché i cuccioli non saranno in grado di entrare autonomamente in contatto con il mondo esterno.

Le femmine dei canguri presentano un marsupio molto resistente e decisamente ampio, posizionato sulla zona dell’addome. Di norma, queste esemplari danno alla luce un solo esemplare, nel periodo tra gennaio e febbraio: quest’ultimo passerà attraverso un periodo di gestazione dai 90 ai 110 giorni, dopodiché incomincerà a conoscere il mondo esterno, rifugiandosi però nel marsupio della madre fino anche ai sei mesi d’età inoltrati.

Quando il cucciolo nasce, è lungo non più di due centimetri e pesa pochissimi grammi. Non ancora pienamente formato, questo raggiunge autonomamente il marsupio, dove si aggrapperà con la bocca a una delle mammelle interne, rimando in questa posizione per due o tre mesi. Considerato come il cucciolo non sia ancora pienamente sviluppato, e come sia ancora sprovvisto di mascella, il piccolo non effettua nessuna suzione per alimentarsi del latte materno. Invece è la madre che, con una speciale muscolatura delle mammelle, ne gestisce la crescita rilasciando latte a intervalli regolari. Superati all’incirca i 3 mesi, il cucciolo comincia ad affacciarsi dal marsupio e, qualche settimana più tardi, anche a uscire in presenza della madre. Ritornerà nella tasca regolarmente almeno fino ai sei mesi d’età, mentre la compagnia con la genitrice permane anche fino al diciottesimo mese, con il termine dello svezzamento. Interessante è notare, infine, come l’embrione di canguro possa rimanere in stato di quiescenza: l’accudimento gemellare è rarissimo per questa specie e, di conseguenza, spesso accade che venga nutrito nel marsupio solo un cucciolo alla volta. L’altro può rimanere in stato d’embrione quiescente per diverso tempo, pronto a raggiungere il marsupio una volta che quest’ultimo sarà definitivamente libero.

10 agosto 2016
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