Il Marocco stermina cani in vista dei Mondiali?

Esplode la polemica in Marocco, a seguito della pubblicazione di alcune notizie relative a un vero e proprio sterminio di randagi, in vista dei Mondiali di Calcio del 2026. Il Paese è determinato a ottenere l’assegnazione per l’importante kermesse sportiva e, per convincere il Comitato organizzatore, starebbe facendo sparire quadrupedi dalle città coinvolte nel progetto. Al momento non vi sono conferme ufficiali da parte delle istituzioni marocchine, tuttavia la notizia è stata riportata da diverse fonti locali quali Hespress, così come spiega AGI.

La sparizione di cani randagi starebbe avvenendo soprattutto nelle zone turistiche di Agadir, nel Sud del Marocco, dove da tempo i quadrupedi di strada convivono pacificamente con la popolazione, tanto da essere considerati una risorsa. Stando a quanto rivelato da alcune testate locali, nelle località di Tamarghat, Taghazaout e Taourirt la scorsa settimana sarebbero stati abbattuti almeno 30 esemplari a colpi di fucile, durante la notte. Così ha spiegato un turista, in viaggio proprio a Taghazaout:

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Siamo stati svegliati in mezzo alla notte dagli spari e abbiamo visto delle persone sparare e ridere mentre centravano le prede.

I report provenienti dal Marocco hanno generato proteste a livello internazionale, con la nascita anche di numerose petizioni affinché la soppressione dei cani, in attesa di conferme più dettagliate, venga immediatamente sospesa. Così come già accennato, il Marocco è noto per la convivenza pacifica e serena con cani e gatti randagi: gli amici a quattro zampe non vengono frequentemente accuditi a livello domestico, ma abitano le vie delle città più popolate diventano dei veri e propri esemplari di quartiere, amati e accuditi da intere comunità.

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Nel frattempo, non cessano le polemiche sugli ormai imminenti Mondiali in Russia dove, sempre secondo alcuni report locali, negli ultimi tempi sarebbero spariti dei randagi nelle città dove dovrebbero tenersi gli incontri calcistici principali.

19 aprile 2018
Fonte:
AGI
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