Nuova polemica in merito alle supposte intenzioni di Mario Monti, attuale Presidente del Consiglio, sulla considerazione di cani e gatti come “beni di lusso” per le famiglie. Il Partito Animalista Europeo ha denunciato il Primo Ministro alla Procura della Repubblica di Roma.

È Stefano Fuccelli, presidente del partito, ad aprire il caso legislativo su mandato dell’avvocato Edward Quimi, per omessa risposta a una precedente diffida di legge. E i toni non sono propriamente giovali, considerato come il Partito attacchi il Premier sul suo intero mandato, accusando il troppo peso fiscale sui cittadini e delle misure che non sarebbero propriamente idonee per superare l’attuale momento di crisi:

«Ci saremmo aspettati dal Premier un comportamento etico e moralmente lecito incentrato sui valori di equità e giustizia, invece registriamo la medesima torbida condotta che ha contraddistinto i precedenti governi. Questo Governo dei Tecnici è caratterizzato da contraddizioni ed incongruenze che di fatto confermano una gestione assolutamente fallimentare: dall’incompleta ed incerta riforma del lavoro alla nefasta riforma delle pensioni, dal galoppante debito pubblico all’assenza di un piano economico ma soprattutto da una pressione fiscale mostruosa ingiustificata senza alcuna logica ed obiettività che sta portando alla miseria il nostro popolo.»

Questo Governo tirannico il cui unico intento è garantire profitto alle lobby di potere, corporazioni e famiglie di banchieri sta facendo pagare ai cittadini italiani i danni prodotti da decenni di cancrena politica.

I fattori di crisi congiunturale che investono l’economia la società e la politica aggregati ad uno stato di disuguaglianza sociale e ad un popolo ormai affamato portano a consolidare il ben noto “TerzoStato” (lavoratori, piccoli imprenditori, contadini) con l’obiettivo di rivendicare i propri diritti e con il concreto rischio di dare incipit ad una nuova rivoluzione».

Una rivoluzione, insomma, a partire dagli amici animali. Una protesta che aveva già colto la partecipazione del Movimento dei Consumatori con la campagna “Fido non si tassa!“, volta a dimostrare come un cane sia tutto fuorché un bene di lusso per i padroni. I costi di mantenimento di un amico a quattro zampe, infatti, ammonterebbero a ben 1.700 euro l’anno.

16 aprile 2012
Lascia un commento