Da qualche tempo in alcuni stati degli USA è stata approvata la marijuana a scopo curativo, in particolare nelle terapie per il dolore pensate per i malati terminali. E così, come si è già visto in un precedente articolo, è nato un acceso dibattito sulla possibilità di utilizzare la cannabis anche per gli animali domestici. Uno dei protagonisti di questo dibattito è il dottor Douglas Kramer, il veterinario che ha deciso di esporsi pubblicamente curando gli animali con la marijuana.

>>Leggi il dibattito sulla cannabis curativa per animali

Rischia addirittura la professione, perché al momento l’utilizzo degli estratti della canapa a scopi terapeutici non è approvato per il trattamento degli animali. Eppure il medico non si nasconde – anzi, pubblica le foto dei suoi interventi in Rete – e finisce addirittura sulle pagine dell’Associated Press.

L’agenzia di stampa racconta la storia di questo coraggioso veterinario, il quale sta sfidando apertamente l’establishment della sanità a quattro zampe. Il tutto è cominciato qualche anno fa, quando il suo Husky si è improvvisamente malato e non vi erano possibilità per ridurre il suo dolore. L’uomo ha così cominciato a somministrargli marijuana, placando così la sua sofferenza e accompagnandolo di giorno in giorno verso una dipartita dolce. All’AP, il medico così dichiara:

Mi sono stancato di dover sopprimere animali domestici, quando non stavo facendo nulla per rendere la loro vita migliore.

Il numero dei cani curati dal dottor Kramer aumentano di giorno in giorno. In un’immagine lo si vede intento a passare degli estratti di cannabis sulla pelle di Mason, un cagnolone che ha dovuto subire l’asportazione di numerose masse tumorali. Lo stesso per il cane di Laura Bugni-Daniel, una supporter del veterinario, che ha visto le condizioni dell’animale notevolmente migliorate a seguito di un temibile tumore. A 12 anni, la cucciola è passata dall’apatia al vomito al trotterellare in casa, il tutto grazie alla sua nuova “pappa magica”.

>>Leggi dei cani intossicati dalla marijuana

Il processo per l’approvazione della marijuana a uso veterinario, però, è lungo e complicato. Servono trial clinici, serve analizzare i possibili effetti collaterali: gli esperti non pensano che una vera e propria cura sarà disponibile prima di 10 anni. E i rischi non sono affatto da sottovalutare: provengono dal Colorado dei dati sull’assunzione accidentale di marijuana da parte dei cani e, oltre a due morti, vi possono essere tremori, allucinazioni e confusione. Certo, tra l’assunzione accidentale per ingestione di una quantità per consumo umano e una cura dalle dosi specificatamente pensate per Fido vi è una grande differenza ma, così come sottolinea Barry Kellog di Humane Society, non si deve sottovalutare la pericolosità:

Spesso i sentimenti e l’attività del pubblico scavalcano il background scientifico. E questo può essere davvero pericoloso.

Insomma, il dibattito sulla cannabis animale è aperto. Nel frattempo, il dottor Kramer non pare essere intenzionato a interrompere le sue terapie.

7 giugno 2013
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