La marea nera nel Golfo del Messico è stata una delle peggiori sciagure ambientali degli ultimi anni. Sicuramente ricorderete la vicenda: un incidente su una piattaforma petrolifera della BP all’interno del Golfo del Messico provocò 11 morti e uno sversamento di petrolio in mare enorme.

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La British Petroleum, maggiore proprietaria della piattaforma, ha già pagato per quel disastro. Ora arriva, però, una nuova notizia: la Halliburton, secondo il dipartimento di giustizia USA, si sarebbe dichiarata colpevole. Non dell’incidente in sé, ma di un fatto forse altrettanto grave: l’occultamento di prove.

In pratica la Halliburton avrebbe cercato di nascondere le prove sulla fuoriuscita di greggio in mare. La multa che dovrà pagare è di 200 mila dollari. Non tantissimi, viste le dimensioni del disastro e il giro di denaro del mondo del petrolio. La stessa azienda, di propria scelta, aveva deciso di donare tempo fa 55 milioni di dollari alla National Fish and Wildlife Foundation. Un’azione che, non ce ne vogliate, sa tanto di green washing.

Per la cronaca i dati sottratti riguardano delle simulazioni. La Halliburton simulò per ben due volte con sistemi informatici l’incidente. Ma in entrambi casi preferì distruggere i risultati ottenuti.

26 luglio 2013
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