Marea nera: prosegue il test sul tappo, ma non senza allarmi

La misura di contenimento messa in campo da British Petroleum per chiudere definitivamente la falla, che da ormai quasi tre mesi stava riversando petrolio nel Golfo del Messico, potrebbe causare ulteriori fuoriuscite di greggio, in altri punti del fondale.

È questo il timore principale che ha spinto Thad Allen, responsabile della guardia costiera statunitense, a concedere una proroga di almeno 24 ore sulla durata dei test per verificare l’affidabilità del tappo installato.

A circa tre chilometri dal luogo che fece da teatro all’esplosione della piattaforma Deepwater Horizon, i tecnici hanno infatti individuato un nuova perdita, per il momento comunque non riconducibile al medesimo incidente. Sia le autorità americane che i vertici della società proseguono comunque nell’attività di monitoraggio del sottosuolo, al fine di appurare se vi siano correlazioni tra l’elevata pressione del petrolio che risiede nel nuovo pozzo contenitivo, quanto rilevato poco distante e alcune tracce di metano filtrate dal terreno.

A preoccupare è l’ipotesi che l’innalzarsi della pressione causata dalla chiusura di tutte le valvole del tappo possa causare cedimenti in altri punti, riportando così l’emergenza alla sua fase iniziale. Il disastro ambientale causato alle coste di Texas, Louisiana, Mississippi, Alabama e Florida è stato al momento quantificato in termini economici in 3,5 miliardi di dollari, cifra che secondo alcune previsioni potrebbe decuplicare quando tutti i soggetti penalizzati da quanto accaduto (operatori dei settori ittico e turistico in primis) avranno avanzato la propria richiesta di risarcimento.

20 luglio 2010
In questa pagina si parla di:
Lascia un commento