Marea nera: nuovo tappo per arginare la falla

British Petroleum ha messo in atto un ulteriore tentativo per cercare di arginare la marea nera nel Golfo del Messico, ormai tristemente conosciuta come uno dei maggiori disastri ambientali provocati dall’uomo.

È stata infatti posata una nuova copertura, più piccola rispetto alla precedente, sulla falla alla base del pozzo petrolifero, nella speranza di riuscire ad arginare la fuoriuscita di greggio, la quale si sta protraendo da tre lunghissimi mesi.

Per capire se questa operazione risulterà risolutiva occorreranno almeno 48 ore dalla posa del tappo, il quale è stato soprannominato “Top Hat 10″, anche se dalle prime immagini divulgate sembra che l’emorragia sia stata finalmente tamponata.

La BP resta comunque particolarmente cauta, evitando di sbilanciarsi sull’esito definitivo del nuovo tentativo, in quanto si tratta in ogni caso di condizioni d’intervento molto difficili, tenuto conto anche della profondità di oltre 1.500 metri.

Michelle Obama, dal canto suo, durante soggiorno in Florida ha invitato i turisti a non lasciare la zona, ricordando che un’ampia zona costiera non è fortunatamente ancora stata investita dal liquido nero.

13 luglio 2010
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I vostri commenti
egeo carapucci, martedì 20 luglio 2010 alle14:41 ha scritto: rispondi »

L'amministrazione a questo punto, dovrebbe pretendere dalla BP maggiori assicurazioni per una chiusura ermetica o definitiva senza traumi, chiedendo alla mia persona cosa avrei da proporre in merito, impegnandoci reciprocamente. Avrebbero fatto bene se avessero preso in considerazione il mio appello ed impegno un paio di mesi fa. Proponevo un sistema già attuato oltre venti anni fa con risultati superlativi. Come accennato alla stessa società e all'amministrazione Obama la società, avrebbe dovuto impegnarsi come proponevo di impegnarmi io, e nel giro di 7-10 gg, due dei quali per la preparazione del tubo e del nuovo sistema. Avrebbe eliminato qualunque fuoriuscita proveniente da quel foro indirizzando la fuoriuscita attraverso un nuovo tubo e valvola facendolo diventare corpo unico col terreno sottostante lungo gli ultimi sei metri, cioè la lunghezza dell'ultimo pezzo di vecchio tubo, ottenendo, col mio sistema, la chiusura ermetica della fuoriuscita e il totale recupero del petrolio esistente nel bacino, attraverso le loro strutture.

HalphaZ, martedì 13 luglio 2010 alle22:47 ha scritto: rispondi »

Sì Michelle, tranquilla che lì rimango...

Fabio, martedì 13 luglio 2010 alle19:31 ha scritto: rispondi »

non è possibile "tappare" la falla date le immense forze naturali in gioco, l'unica strategia possibile è direzionare la fuoriuscita del petrolio in un canale che lo porti per un chilometro e mezzo in superficie, come un tubo rigido composto da tanti tubi che si avvitano tra loro o un tubo elastico soggetto però troppo alle correnti marine.

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