Molluschi, pesci e crostacei deformi vengono regolarmente pescati nelle acque del Golfo del Messico. Sono passati due anni da quando la piattaforma petrolifera Deepwater Horizon esplose tragicamente, uccidendo diverse persone e riversando in mare oltre 200 milioni di galloni di petrolio.

Tonnellate di greggio a cui si sono poi aggiunte di solventi e sostante disperdenti utilizzate per “disinquinare” l’area dal petrolio. Sarebbero proprio tutte queste sostanze chimiche le responsabili del tasso anomalo di deformità riscontrato nei frutti di mare pescati nel Golfo del Messico, e documentato anche da un’inchiesta dell’emittente araba Al Jazeera.

Secondo la Food and Drug Administration (FDA) e la US Environmental Protection Agency (EPA), non ci sarebbero pericoli per i consumatori, ma la presenza abnorme di tumori, lesioni e altre aberrazioni come la mancanza di occhi è un dato incontrovertibile, così come l’aumento del tasso di mortalità:

I pescatori non hanno mai visto nulla di simile – ha dichiarato ad Al Jazeera il dottor Jim Cowan, del dipartimento di Oceanografie e Scienze Costiere della Louisiana State University – E nei miei 20 anni di lavoro sulla specie “Red snapper”, neanche io ho mai visto niente di simile.

Secondo altre testimonianze, almeno il 50% delle mazzancolle catturate a Barataria Bay, una zona interessata dalla contaminazione dal petrolio della BP e dai disperdenti, erano prive di occhi. I pescatori, inoltre, riferiscono di granchi con gusci morbidi, esemplari cinque volte più piccoli del normale o privi di chele.

In alcune delle zone interessate dalla marea nera, inoltre, le popolazioni di gamberi, granchi e pesci sembrerebbero aver subito un forte calo numerico, a testimonianza del fatto che le conseguenze della contaminazione sull’ambiente acquatico si fanno sentire anche a distanza di anni:

I disperdenti utilizzati nella decontaminazione della marea nera contengono solventi, come distillati del petrolio e 2-butossietanolo – spiega all’emittente araba Riki Ott, tossicologo, biologo marino e sopravvissuto al disastro della Exxon Valdez – Non dovrebbe essere una sorpresa che i solventi sono notoriamente tossici anche per gli esseri umani, cosa che la comunità medica ha da tempo appurato.

Le sostanze disperdenti, in particolare, sono note per la loro azione mutagena, un fatto che potrebbe spiegare le deformità dei frutti di mare. I gamberi, ad esempio, hanno un ciclo di vita abbastanza breve, per cui due o tre generazioni hanno già compiuto la loro intera esistenza dal disastro della Deepwater Horizon, quindi i prodotti chimici potrebbero aver fatto in tempo ad alterare il loro genoma:

I test hanno mostrato livelli significativi di inquinamento da idrocarburi nelle ostriche e nel granchi lungo la costa della Louisiana – ha sottolineato il chimico Wilma Subra- Abbiamo anche trovato alti livelli di idrocarburi nel suolo e la vegetazione.


Eppure, oltre agli organi federali deputati al controllo dei prodotti alimentari, anche il governo della Louisiana esclude che possano esistere rischi per la salute. Quanto alla BP, la compagnia petrolifera si è limitata a rispondere che “i frutti di mare del Golfo del Messico sono tra i più controllati al mondo, e, secondo la FDA e la NOAA, sono sicuro come lo erano prima dell’incidente. Una spiegazione che non convince gli esperti consultati da Al Jazeera.

24 aprile 2012
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