BP sembra aver finalmente posto la parola fine al più grande disastro ambientale degli ultimi anni. Il pozzo sottomarino Macondo da cui veniva estratto il petrolio è stato tappato grazie all’utilizzo di fango e cemento. Si tratta però solo dell’inizio di una procedura lunga e complessa, il pozzo andrà sorvegliato per capire se davvero la procedura ha sortito il giusto effetto.

L’operazione, che prende il nome di “Static Kill” ha consentito di chiudere definitivamente la fuoriuscita di greggio.

È stato quantificato che, nei 105 giorni che ci sono voluti per arginare il disastro della piattaforma Deepwater Horizon nel Golfo del Messico, ben 4,9 milioni di barili di petrolio sono stati riversati in mare.

Come riportato da Ansa, la BP si è detta fiduciosa nella riuscita dell’operazione “Static Kill”:

La pressione del pozzo al momento è stata contenuta dalla pressione idrostatica dei fanghi iniettati, ciò che era l’obiettivo dell’operazione “Static Kill”. Il pozzo viene sorvegliato, secondo la procedura, per assicurare che la pressione resti stabile. In base ai risultati di questo monitoraggio si capirà se saranno necessarie nuove iniezioni di fango o meno

La chiusura del pozzo Macondo sarà davvero la soluzione in grado di mettere la parola “fine” al disastro della Deepwater Horizon?

4 agosto 2010
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