Marea nera in Nuova Zelanda, la Rena potrebbe spezzarsi

Cresce in Nuova Zelanda l’allarme per le conseguenze dell’incidente occorso alla nave mercantile Rena, incagliata da giorni nella barriera corallina a 22 km dalla costa e dalla quale continua a fuoriuscire petrolio. Il principale timore è che la nave possa spaccarsi in due a causa delle crepe che si stanno aprendo nello scafo.

Il rischio in caso di rottura è che finiscano in mare tutte le 1.700 tonnellate di greggio che si trovano ancora a bordo della Rena (finora sono già fuoriuscite 350 tonnellate di carburante, che in parte hanno ormai raggiunto le spiagge della vicina Tauranga). A peggiorare la situazione, le difficili condizioni del mare: vento forte e onde alte fino a 5 metri hanno reso fino a questo momento impossibile liberare la prua della nave, incastrata tra i coralli.

Centinaia di volontari intanto stanno affiancando i militari nelle operazioni di pulizia delle spiagge e nel tentativo di salvare la fauna locale. Oltre 200 uccelli però sono stati già trovati morti e il WWF neozelandese ha lanciato l’allarme sulle possibili conseguenze dell’incidente sull’ecosistema costiero.

Secondo gli ambientalisti, saranno necessari molti anni per valutare appieno l’impatto della catastrofe sull’ambiente, in particolar modo sulla fauna selvatica. Le coste settentrionali dell’Isola del Nord sono particolarmente importanti dal punto di vista naturalistico, perché ospitano decine di migliaia di uccelli migratori acquatici che proprio in questo periodo stanno raggiungendo l’area per trascorrervi l’estate australe.

La situazione, intanto, si è già manifestata in tutta la sua gravità. Stiamo esplorando gli scogli alla ricerca di fauna selvatica, è difficile vedere gli uccelli e sembrano spaventati – racconta Bob Zuur del WWF Nuova Zelanda – Abbiamo salvato tre piccoli pinguini blu, ma abbiamo raccolto molti più uccelli morti. I pinguini normalmente non vengono a riva durante il giorno, quelli che stiamo trovando sono piuttosto malati.

Le specie più a rischio, secondo l’associazione ambientalista, sono il piviere della Nuova Zelanda, già minacciato di estinzione, e la sterna bianca. “Ci sono circa 1500 pivieri della Nuova Zelanda, in piccole popolazioni locali sui litorali costieri – spiega ancora Zuur – Ce ne sono solo un paio di dozzine vicino a Maketu”.

13 ottobre 2011
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I vostri commenti
MARIA, venerdì 14 ottobre 2011 alle15:16 ha scritto: rispondi »

NON CAPISCO PERCHÈ, IN QUESTE SITUAZIONI NON SI PROVA A TRASFERIRE,ALMENO IN PARTE, IL GREGGIO SU UN'ALTRA NAVE

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