La marea nera in Nigeria non smette di fare paura. La fuoriuscita dall’impianto petrolifero offshore della Shell a Bonga, nel Golfo di Guinea, potrebbe essere decisamente superiore a quanto affermato dai dirigenti della compagnia, come affermano con preoccupazione le associazioni ambientaliste locali.

La perdita è avvenuta lo scorso 20 dicembre e ha riversato in mare, secondo i dati diffusi da Shell, circa 40.000 barili di petrolio. Stime che però non hanno convinto gli ambientalisti, forti anche delle immagini pubblicate dalla società di monitoraggio satellitare indipendente Skytruth: 70 km di lunghezza e 923 kmq di estensione per la marea nera nigeriana.

Problema considerato risolto dalla Shell, che minimizza sia sul quantitativo che sui possibili effetti causati dall’incidente. Inotre afferma attraverso il suo rappresentante nigeriano, Precious Okolobo, che “se il petrolio è stato trovato sulla riva, deve provenire da qualcun altro”. Critico però il direttore dell’associazione ambientalista nigeriana Environmental Rights Action, Nnimmo Bassey:

La Shell dice che si sono sversati 40.000 barili e che la produzione è stato chiusa, ma noi non ci fidiamo di loro perché gli incidenti del passato dimostrano che l’azienda nasconde costantemente le quantità e gli effetti della sua negligenza. Abbiamo allertato i pescatori e le comunità costiere – aggiunge – perché si guardino in giro. Questo si aggiunge semplicemente alla lista delle atrocità ambientali della Shell nel delta del Niger.

28 dicembre 2011
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Kal El, mercoledì 28 dicembre 2011 alle13:02 ha scritto: rispondi »

Quando si smetterà di inquinare col petrolio sarà sempre in ritardo...

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