La California vive una nuova emergenza ambientale, a seguito di un incidente occorso a un oleodotto nella contea di Santa Barbara. Martedì scorso una perdita nell’impianto della Plains All American Pipeline ha causato lo sversamento di migliaia di galloni di petrolio nell’Oceano Pacifico.

Per bloccare la perdita sono state necessarie tre ore. Non è ancora chiaro quanto petrolio si sia riversato in mare perché non si conosce l’ora esatta in cui si è verificato l’incidente. Le stime della compagnia parlano di almeno 21 mila galloni di greggio, pari a circa 80 mila litri di petrolio, finiti nell’Oceano Pacifico e sulle spiagge di Refugio State Beach e Goleta Beach. Il bilancio potrebbe però essere molto più pesante.

Le stime peggiori parlano di 400 mila litri di greggio finiti in mare. La Plains All American Pipeline in una nota ha chiesto scusa ai residenti, affermando che farà tutto il possibile per limitare i danni ambientali ed economici della marea nera.

Jerry Brown, governatore della California, ha dichiarato lo stato di emergenza per sbloccare subito i fondi necessari a intervenire tempestivamente, bonificando le acque contaminate e salvando gli animali marini rimasti invischiati nel greggio.

Il procuratore distrettuale Joyce Dudley ha avviato un’indagine per chiarire la dinamica dell’incidente e attribuire le responsabilità dell’accaduto. L’oleodotto è stato costruito nel 1991 ed è stato sottoposto a regolare ispezione nel 2012. Secondo la compagnia, gli ultimi test per valutare la sicurezza dell’impianto risalgono alla settimana scorsa.

Al momento decine di volontari, soccorritori e cittadini stanno cercando di ripulire l’area per contenere il danno. Secondo gli esperti dell’Environmental Defense Center, l’impatto ambientale dello sversamento sarà devastante non soltanto per gli uccelli marini, ma anche per le balene. Le balene proprio in questo periodo dell’anno transitano nel tratto di oceano colpito dalla marea nera per migrare e potrebbero andare incontro a gravi rischi.

Diversi campeggi e stabilimenti balneari sono stati chiusi per evitare di esporre i bagnanti a rischio per la salute. Non si sa ancora quanto tempo occorrerà per ripulire completamente l’area contaminata dallo sversamento né è possibile quantificare con esattezza i danni.

La popolazione è preoccupata perché ricorda ancora gli ingenti danni causati dalla marea nera del 1969, quando morirono migliaia di elefanti marini, delfini e uccelli a causa di un incidente alla piattaforma della Union Oil.

21 maggio 2015
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