Marea nera: BP tarocca le foto e poi si scusa

Oltre al danno, anche la beffa. Come se non bastassero gli ingenti danni economici e ambientali causati dal riversamento in mare di un’enorme quantità di greggio in seguito all’esplosione della piattaforma Deepwater Horizon avvenuta il 22 aprile scorso, ecco che l’azienda responsabile dell’incidente, la British Petroleum, inciampa in un’ennesima figuraccia nel tentativo di promuovere il proprio impegno per la chiusura della falla sottomarina e per la bonifica delle acque inquinate.

Al centro della questione due fotografie, pubblicate sul sito ufficiale della compagnia e che a un’attenta analisi dei navigatori si sono rivelate pesantemente modificate, o sarebbe meglio dire taroccate. Nell’ambito di quella che era stata battezzata una sorta di “operazione trasparenza”, BP si vede costretta ancora una volta ad ammettere i propri errori, fortunatamente questa volta con conseguenza meno gravi che in passato.

La prima immagine, visibile qui sopra, vede all’opera alcuni ingegneri della compagnia di fronte a grandi schermi che mostrano immagini dell’impianto e delle attrezzature messe in campo per fronteggiare l’emergenza. Alcuni particolari sono parsi strani o fuori luogo, tanto da far scatenare in Rete una vera e propria caccia al ritocco. È stata poi British Petroleum a fare chiarezza su quanto accaduto, ammettendo di aver modificato a posteriori la fotografia, riempiendo con immagini prelevate altrove tre dei display in questione, che al momento dello scatto risultavano spenti.

Sbagliare è umano, ma perseverare… Nemmeno il tempo di scrollarsi di dosso la figuraccia che BP ci è ricascata. Questa volta con un’altra immagine (visibile in apertura), raffigurante due piloti in volo sulle acque che circondano la piattaforma Deepwater Horizon, prontamente sbugiardata da un blogger statunitense.

A uno sguardo più attento, si nota che uno dei due uomini al comando del velivolo regge una cartelletta, con tutta probabilità destinata alle operazioni pre-decollo e, fuori dall’abitacolo si può scorgere la sommità di una torre di controllo, non di certo facile da rintracciare in mare aperto. Anche questa volta l’azienda getta la maschera, ammettendo che al momento dello scatto l’elicottero si trovava parcheggiato in una piazzola e giustificando il gesto con non meglio precisate esigenze di tipo tecnico.

22 luglio 2010
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