Buone notizie per le acque di balneazione italiane. Ben il 96,6% del totale risulta infatti a norma e ha raggiunto una valutazione sufficiente. Sono i dati incoraggianti emersi dal report sulla stagione balneare 2013, stilato dalla Commissione Europea e diffuso in Italia dal Ministero della Salute. L’Italia è leader in Europa non solo per la qualità ma anche per la quantità delle acque di balneazione che ammontano a un quarto del totale europeo: 5.511, di cui 4.880 marine e 629 interne.

Dai 37.411 campioni prelevati nel corso della scorsa stagione balneare, è risultato che il 93% dei siti presenta acque eccellenti e buone. Il miglioramento della qualità delle acque di balneazione italiane è evidente soprattutto nelle aree marine. Come illustrato nel rapporto:

Si passa da una percentuale di acque di balneazione di classe eccellente dell’86,3% nel 2012 a una dell’88,5% nel 2013, con un incremento del + 2,2% rispetto all’anno precedente.

Purtroppo c’è da registrare anche un incremento delle acque di qualità scarsa, pari nel nostro Paese al 2,5%. La causa è da identificare nella cementificazione delle coste e nell’incremento delle attività industriali e ricettive nelle località balneari. Ciononostante, rispetto ad altri Paesi europei, come la Francia, a quota 3%, e la Spagna al 3,3%, l’Italia ha una media più bassa, malgrado l’alto numero di acque balneari.

Per quanto riguarda le acque interne, laghi e fiumi, l’81,2% del totale ha ottenuto una valutazione almeno sufficiente. Lo 0,3%, invece, è stato chiuso nel corso della scorsa stagione balneare a causa di irregolarità e violazioni delle norme comunitarie sulla balneazione. L’Unione Europea si è posta obiettivi ambiziosi: entro il 2015, tutte le acque di balneazione dovranno ricevere almeno una valutazione sufficiente. Le principali minacce alla qualità delle acque e all’incolumità dei bagnanti sono rappresentate da alte concentrazioni di enterococchi intestinali ed Escherichia coli. Come sottolinea il Ministero della Salute:

L’Italia è uno dei Paesi europei con un più elevato livello di tutela sanitaria in questo settore, in quanto già con il recepimento della precedente direttiva 76/160/CE, aveva adottato il valore di 2.000/100ml per il parametro coliformi totali, molto più restrittivo di quello obbligatorio, il cui valore era di 10.000/100ml.

Per scongiurare rischi e assicurare un’informazione più trasparente, il portale Acque del Ministero della Salute aggiorna in tempo reale i cittadini sullo stato di balneabilità dei vari siti. Tramite le specifiche applicazioni per smartphone è inoltre possibile inviare segnalazioni alle autorità sanitarie su situazioni di criticità.

21 luglio 2014
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