Il 29 novembre Marcia Globale per il Clima in più di 150 Paesi. In città come San Paolo, Nuova Delhi, Kampala, Melbourne, Ottawa e Tokyo il giorno prima dell’inizio dei lavori della COP21 a Parigi, si marcerà per ricordare che è per noi e per il nostro futuro che i grandi del mondo si stanno mettendo al tavolo per decidere un cambiamento di rotta nella lotta ai cambiamenti climatici.

A Parigi la manifestazione è stata annullata, a causa dell’emergenza che la città sta vivendo dopo gli attacchi terroristici del 13 novembre. Le associazioni ambientaliste francesi hanno chiesto però a tutto il resto del mondo di marciare anche per loro. Così sarà fatto anche a Roma, dove la manifestazione partirà alle 14.00 da Campo de’ Fiori.

Inizialmente la tappa iniziale doveva essere Piazza Farnese, dove si trova l’ambasciata di Francia, ma la Questura ne ha chiesto lo spostamento per motivi di sicurezza. La marcia si concluderà alle 17.00 in via dei Fori Imperiali, dove si svolgerà un concerto che vedrà sul palco tra gli altri anche Bandabardò, Paolo Belli, Anonima Armonisti, Kutso, Tetes de Bois e Piotta. Presenteranno Massimo Cirri e Sara Zambotti.

Nella Capitale la marcia per il clima è stata organizzata dalla Coalizione Italiana Clima, della quale è promotrice anche Legambiente. Vi aderiscono 150 realtà tra sindacati dei lavoratori e organizzazioni nazionali e locali della società civile, degli agricoltori, realtà per la solidarietà internazionale, di difesa dei diritti umani, ambientaliste, confessionali, movimenti sociali ed enti locali.

Sarà un evento dedicato anche alla pace, proprio per la situazione di incertezza e di paura che tutta l’Europa, ma non solo, sta attraversando. Lo spiega Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente:

Gli appuntamenti della Marcia Globale per il Clima che vedranno centinaia di migliaia di persone scendere in piazza e attraversare numerose città in tutto il pianeta, testimonieranno la volontà della società civile di far sentire la propria voce contro i cambiamenti climatici e le ingiustizie che ne derivano, di voler reagire al clima di paura e di terrore, di voler costruire un mondo in cui i popoli vivano in pace senza razzismi.

La speranza di tutte le associazioni e dei cittadini che scenderanno in campo è che questa volta la Conferenza delle Parti della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sia davvero risolutiva e ci metta sulla buona strada per riparare agli errori fatti dall’uomo negli ultimi due secoli. Lo sostiene anche Cogliati Dezza:

Perché il summit di Parigi deve essere il luogo delle scelte forti e ambiziose per accelerare la transizione energetica globale verso le rinnovabili e l’efficienza. I leader mondiali devono avere la volontà e la forza di mettere in campo un irreversibile cambio di rotta che metta fine all’età delle fonti fossili.

24 novembre 2015
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