Turismo subacqueo per controllare lo stato del Mar Rosso. Concluso il primo ciclo di immersioni per verificare lo stato dei fondali e della visibilità delle acque, periodo di riferimento compreso tra il 2007 e il 2010. Promotore il Marine Science Group dell’ Università di Bologna, ideatore del progetto “Scuba Tourism for the Environment“.

L’iniziativa, appoggiata dal governo egiziano, punterà anche nella seconda fase a coinvolgere i turisti subacquei nella compilazione di schede valutative sullo stato della flora e della fauna del Mar Rosso. I sub impegnati nella “fase 1″ hanno svolto un piccolo allenamento sul posto, accumulando nel periodo successivo molti dati per la ricerca: in circa 14.178 ore di immersione sono state 17.500 le schede consegnate e 72 gli organismi censiti.

I risultati sono presentati da Francesco Pensa, uno dei ricercatori impegnati nel progetto:

La salute della barriera varia a seconda del regime di protezione che vige nell’area a Sharm ad esempio c’è un parco naturale da molto tempo, e la situazione è molto migliore. A Urgada invece, dove il parco è stato attivato da poco, le osservazioni ci dicono che c’è un lento miglioramento negli ultimi anni. Grazie alle nostre informazioni è possibile verificare la gestione delle aree e modificarla.

L’obiettivo nella seconda fase sarà di aumentare ulteriormente il numero di schede raccolte, allargando allo stesso tempo l’area marina coperta dalle ricerche. In questo senso arriva anche il sostegno dell’Ente per il Turismo egiziano, di alcuni operatori turistici oltre che di alcune scuole di immersione. Ai subcquei giudicati “più valenti” verranno inoltre assegnati speciali riconoscimenti, dagli abbonamenti a riviste di settore fino a pacchetti turistici, offerti loro dai sostenitori del progetto STE.

18 luglio 2011
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