Le grandezza delle nazioni sulle mappe non corrisponde a quella reale. Al centro di un sempre maggior numero di commenti e critiche il sistema noto come “Mercator Projection“, teorizzato intorno al 1569 da Gerhard Kramer (cartografo fiammingo, il cui nome fu latinizzato in Gerardus Mercator).

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Le cartine e le mappe che vengono stampate a tutt’oggi si basano quindi sulla “Mercator Projection” ideata da Gerhard Kramer. Un sistema che si è rivelato e si rivela molto utile per la navigazione, consentendo di tracciare facilmente le rotte utilizzando il solo compasso. Questa tecnica conterrebbe tuttavia degli errori evidenti quando si tratta di riprodurre con fedeltà la grandezza delle nazioni.

In linea di massima le dimensioni dei Paesi più vicini all’equatore tendono a essere, in virtù della tecnica utilizzata, “ridotte” rispetto a quanto accadrebbe se le stesse nazioni fossero disegnate in una posizione più prossima a uno dei due poli.

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Un primo immediato esempio a questo proposito lo offre l’Italia: come si può vedere in uno “screenshot” da noi realizzato grazie al sito thetruesize.com, qualora il nostro Paese fosse riprodotto nelle medesima posizione della Groenlandia risulterebbe grande più o meno quanti gli Stati Uniti d’America.

Altri esempi sono possibili prendendo in considerazione Alaska e Texas, i due primi Stati degli USA per dimensioni territoriali. Invertendo la loro posizione sulla parte si può assistere a un piccolo “miracolo”, ovvero le proporzioni cambiano in maniera tale da far sembrare il secondo (695.621 km2) più grande del primo (1.717.854 km2).

28 settembre 2016
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