La mantide religiosa, nota scientificamente come Mantis religiosa, è un insetto molto diffuso e dall’aspetto fisico particolare. Il suo nome ha origini greche: “Mantis” significa “profeta-indovino” e rimanda alla posa delle sue zampe anteriori, unite in gesto di preghiera. Il suo colore verde o marrone brillante la rende molto affascinante, anche grazie a due macchie nere presenti sul lato interno delle zampe anteriori. Una strategia messa in atto per difendersi dai predatori: le macchie replicano l’aspetto di un occhio. Sicuramente è un insetto elegante ma particolarmente vorace e crudele, sempre alla ricerca di proteine, in particolare durante la fase dell’accoppiamento.

Ma è anche tristemente nota per la fase di cannibalismo post incontro sessuale, in alcuni casi può avvenire anche durante l’atto. La femmina uccide il maschio consumando il suo corpo, a partire dalla testa, così da proseguire nella fase di accoppiamento.

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La sua alimentazione è carnivora e si nutre di altri insetti, ma anche grilli, rettili, anfibi e salamandre. Recentemente è emersa una nuova abitudine alimentare, che comprenderebbe anche gli uccelli di piccola taglia. Secondo uno studio portato avanti da ricercatori svizzeri e statunitensi, le mantidi religiose sarebbero in grado di cibarsi di ventiquattro specie diverse di volatili.

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Il formato incide molto sulla scelta, per questo tra i prediletti ci sarebbe il colibrì golarubino (Archilochus colubris) che, con i suoi nove centimetri di lunghezza, risulterebbe il più appetibile. Il volatile, solito frequentare giardini ricchi di fiori da impollinare, diventa una preda facile per l’insetto abituato a mimetizzarsi tra il fogliame. L’incredibile diffusione dell’insetto è stata accidentale: trasportato dalla sua terra d’origine, L’Africa, probabilmente con un carico di piante. Una presenza tollerata proprio per la sua fame di insetti, ma che nel tempo si è rivelata pericolosa per molti animali di piccola taglia.

12 luglio 2017
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