Prevenire l’Alzheimer e la demenza mantenendo attivo il proprio cervello. Questa è l’ipotesi che viene proposta dai ricercatori della Mayo Clinic, il cui studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica JAMA Neurology.

Coinvolti nello studio sugli effetti di una intensa vita intellettuale nei confronti dell’insorgere di Alzheimer e demenza circa 2000 abitanti del Minnesota, tutti di età compresa tra i 70 e gli 89 anni (di cui 277 con leggeri sintomi di demenza). Ciascuno di loro è stato controllato durante la durata dello studio, circa sei anni, una volta ogni 15 mesi.

Dei volontari è stato poi analizzato il percorso intellettuale e lavorativo degli ultimi anni, riguardante sia l’attività svolta tra i 50 e i 65 anni che quella relativa agli ultimi 12 mesi. Sulla base anche del livello di istruzione raggiunto è emerso come il tenere la propria mente impegnata fornisca una protezione nel tempo contro i segni della demenza e dell’Alzheimer.

Coloro che avevano svolto lavori che richiedevano maggiore impegno mentale e un bagaglio culturale più ampio risultavano godere di una protezione maggiore rispetto agli altri, garantendosi un periodo di salute più lungo di circa otto anni.

Chi però disponeva di un livello di istruzione inferiore rispetto agli altri ha visto incrementare la propria risposta cognitiva in misura maggiore in relazione alle stimolazioni cognitive occorse a partire dalla mezza età. Come ha concluso l’autore principale dello studio e professore assistente di radiologia presso la Mayo Clinic, il Dr. Prashanthi Vemuri:

Cominciando prima il tuo cervello risulterà più nella norma che partendo dopo, ma non è mai troppo tardi, questo è il messaggio forte che viene da questo studio.

25 giugno 2014
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