Non è particolarmente conosciuto all’interno della dieta mediterranea, eppure negli ultimi anni sta attirando sempre maggiori curiosità: il mango africano, un frutto originario delle aree centrali del continente, ha conquistato appassionati in tutto il mondo. Oltre al gradevole sapore, questo frutto pare sia ricco di proprietà benefiche per l’organismo, grazie al suo importante apporto nutritivo. Ma quali sono le sue caratteristiche e quali gli effetti? Ancora, può risultare un valido alleato all’interno delle comune diete dimagranti?

Innanzitutto, è utile sottolineare come non sia sempre semplice trovare il mango africano sui banchi della piccola o della grande distribuzione, poiché frutto esotico non sempre dall’elevata richiesta. Ancora, prima del consumo sarà utile informarsi con gli specialisti, quali il medico o il nutrizionista, sull’opportunità di inserire questo prodotto all’interno del proprio regime alimentare. Di seguito, qualche informazione di base.

Mango africano: cosa è?

Il mango africano, noto anche come dika oppure ogbono, è il frutto dell’Irvingia gabonensis, una pianta africana appartenente alla famiglia Irvingia. Dalle altezze che possono sfiorare i 40 metri, l’albero può arrivare a un metro di diametro: si caratterizza per una chioma sempreverde, sferica e molto densa, con foglie ellittiche e arrotondate, di un verde molto lucido. La pianta produce inoltre dei fiori tendenti al giallo e al verde, racchiusi in piccoli gruppetti, da cui ha origine il caratteristico frutto. Quest’ultimo, dalla forma leggermente allunga, vede una buccia tra il verde e il giallo a seconda delle fasi di maturazione, capace di proteggere una gustosa polpa arancione e un seme centrale di medie dimensioni.

Il mango africano cresce spontaneamente in alcune zone dell’Africa centro-occidentale, tra cui Congo, Nigeria, Costa d’Avorio, Uganda, Cameroon, Ghana, Benin e molti altri. In genere, i frutti vengono raccolti da piante selvatiche, mentre la coltivazione diretta non è eccessivamente frequente: questo perché possono rendersi necessari anche 15 anni prima che un singolo albero cominci a produrre frutti.

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Per il consumo umano, vengono praticamente impiegata ogni parte del mango africano. La polpa viene normalmente lavorata per la produzione di succhi, marmellate, creme dolciarie e, più raramente, per aromatizzare vini e altri alcolici. I semi, chiamati noci, vengono invece consumati freschi, tritati per ottenere farine, tostati oppure spremuti per ricavarne un generoso olio. Quest’ultimo è impiegato sia in cucina che per la preparazione di saponi e cosmetici. Gli eventuali scarti del mango, infine, possono essere recuperati per l’alimentazione degli animali da allevamento.

Mango africano: proprietà nutritive e benefici

Il mango africano è un frutto dalle interessanti proprietà nutritive, nonché dai numerosi effetti benefici per l’organismo. Si tratta di un alimento mediamente calorico: 100 grammi di prodotto garantiscono all’incirca 65 calorie. Per lo stesso peso, circa 15 grammi sono rappresentati dai carboidrati, a cui seguono 0.8 grammi di proteine e 0.3 di grassi. Interessante è il contenuto in fibre, circa 1.6 grammi sul totale, mentre il restante peso è principalmente dovuto all’elevata presenza di acqua.

Molto importante è l’apporto in termini di macro e micronutrienti: il mango africano è infatti ricco di minerali come sodio, calcio, potassio, fosforo, ferro, magnesio, zinco, rame, manganese e selenio, a cui si aggiungono vitamine dei gruppi A, B, C, E, K e J. Il frutto, inoltre, è una buona fonte di betacarotene, licopene, luteina e molto altro ancora.

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Sono molte le proprietà benefiche che, nel tempo, sono state attribuite a questo alimento africano, alcune anche confermate dai principi attivi contenuti nello stesso frutto. Innanzitutto, sembra che il consumo di mango africano possa agevolare la digestione, favorendo le normali attività dei succhi gastrici e lo svuotamento dello stomaco. Ancora, dato l’elevato contenuto in fibre, l’assunzione può aiutare la regolazione del transito intestinale, agendo soprattutto in caso di gonfiore o blanda stitichezza. Nel mentre, il concentrato di vitamine garantisce un effetto antiossidante per l’organismo, in particolare per l’azione congiunta delle vitamine A ed E: note per contrastare i danni causati dai radicali liberi, tendono a ritardare il processo d’invecchiamento a livello cellulare, con conseguenze positive soprattutto per la bellezza di pelle e capelli. La vitamina C, nel frattempo, rafforza il sistema immunitario, mentre minerali come potassio e magnesio migliorano il tono muscolare e offrono la possibilità di rapido recupero nei periodi di maggiore stanchezza. Tutti i prodotti vegetali ricchi di licopene, ancora, risultano protettivi per le attività del sistema cardiovascolare. Al mango africano vengono infine attribuite anche proprietà dimagranti, sia per la capacità di migliorare il processo digestivo che di velocizzare il metabolismo, ma a oggi non vi sono precise indicazioni in merito all’impiego in specifiche diete.

L’assunzione di mango africano, soprattutto se in alte dosi, può avere alcuni effetti collaterali di media intensità, come problemi gastrointestinali e nausea, per questo è bene discuterne il consumo con il medico anche per vagliare eventuali intolleranze personali. In commercio, oltre al frutto fresco, vi sono anche alcuni integratori alimentari.

27 agosto 2017
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