Lo zucchero nei cibi spinge alle grandi abbuffate. Secondo i risultati dello studio condotto dall’Oregon Research Institute dal Dr. Erice Stice, la presenza di questo ingrediente porterebbe a esagerare nell’assunzione degli alimenti durante i pasti ancor più che la pur gradita, per il gusto, presenza di grassi.

I dati pubblicati sulla rivista The American Journal of Clinical Nutrition mostrano come, durante il consumo di cibi, la presenza di zucchero possa essere un fattore determinante per la traduzione del semplice mangiare in piacere mentale. A 100 giovani sono stati fatti consumare frappè al gusto di cioccolato, ognuno con differenti quantità di zuccheri e grassi al suo interno, monitorando durante l’assunzione i livelli di attività cerebrale.

Ne è emerso come all’aumentare del contenuto di zuccheri nel prodotto corrispondesse un aumento del livello di stimolazione dei centri del piacere contenuto nel cervello. Un’azione maggiore anche rispetto a quanto realizzato dai grassi, pur ritenuti in grado di incentivare l’assunzione di cibi.

Un meccanismo quello messo in atto dallo zucchero assimilabile alla dipendenza da droga, come conclude il Dr. Stice:

Abbiamo condotto molte ricerche sulla prevenzione dell’obesità e il concetto ormai chiarito da molti studi, non solo da questo, è che più mangi zucchero, più ne vuoi consumare sempre di più come fosse una droga. Per la capacità di attivare i centri neurali del piacere e di indurci alle abbuffate lo zucchero fa un lavoro di gran lunga migliore dei grassi.

16 dicembre 2013
Lascia un commento