Quanto mangiare importante quanto la scelta dei cibi da consumare. Secondo due report pubblicati sulla rivista Proceedings of the Nutrition Society nutrirsi a ritmi irregolari influenzerebbe l’organismo tanto da aumentare il rischio di patologie quali ipertensione, diabete di tipo 2 e obesità.

Stando a quanto sottolineato dai due lavori, che hanno analizzato i risultati ottenuti da diversi studi precedenti, mangiare in maniera inconsistente o senza alcun rispetto degli orari produrrebbe alterazioni a carico dell’orologio biologico, influenzando in maniera negativa intestino e fegato. Il risultato sarebbe una ridotta efficienza nella gestione dei grassi, del colesterolo e del glucosio.

Sulla base del primo resoconto i lavoratori che seguono diversi turni durante il corso delle settimane sono risultati esposti a un maggior rischio tumorale, ma anche di patologie cardiovascolari e sindrome metabolica.

Nella seconda analisi è stato invece sottolineato il rapporto tra quante volte si mangia e tendenza a ingrassare. Se da un lato un maggior numero di pasti al giorno aumenta il rischio di obesità, dall’altro una riduzione del numero di pasti non riduce di conseguenza la propensione all’aumento di peso, a meno che a essa non corrisponda un’effettiva riduzione delle calorie assunte giornalmente.

In merito alla distribuzione delle calorie assunte nell’arco della giornata è intervenuta invece la Dott.ssa Gerda Pot del King’s College London, che ha commentato:

C’è un pizzico di verità nel detto “Mangia a colazione come un re, pranza come un principe e cena come un povero, ad ogni modo sono necessarie ulteriori indagini.

Se da una parte al giorno d’oggi abbiamo ottenuto una maggiore comprensione di quel che dovremmo mangiare, dobbiamo ancora rispondere alla domanda su quale sia il pasto che deve fornirci la maggior parte dell’energia.

Nonostante le prove suggeriscano che mangiare più calorie nella tarda serata è associato all’obesità, siamo ancora lontani dal comprendere se la nostra assunzione di calorie debba essere distribuita in maniera equa durante il giorno o se la colazione dovrebbe contribuire alla proporzione maggiore di energia, seguita dal pranzo e dalla cena.

23 giugno 2016
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