Allenare il proprio cervello a mangiare sano è possibile. Malgrado tutte le difficoltà del caso, anche i soggetti obesi o sovrappeso potrebbe essere d’ora in poi in grado di abbandonare, con soddisfazione, il cibo spazzatura in favore di quello salutare.

A sostenerlo la Dr.ssa Susan Roberts della Friedman School of Nutrition Science and Policy presso la Tufts University, secondo la quale una dieta salutare può allenare il cervello al mangiare sano, a patto però che risulti in grado di portare a sazietà la persona.

Questo è quanto emerso dallo studio, condotto su 13 soggetti obesi, 8 dei quali partecipanti a un programma di dimagrimento basato su una dieta ricca di fibre e proteine, ma povera di carboidrati.

Verificando l’attivazione di alcune aree del cervello relative alla soddisfazione tramite tomografia a risonanza magnetica, con scansioni effettuate prima e dopo le sei settimane di durata dell’esperimento per misurare la risposta cerebrale a immagini riportanti alimenti sani oppure cibo spazzatura.

È emerso come coloro che avevano seguito il programma di dimagrimento rispondevano alla stimolazione con maggiore intensità rispetto a prima di fronte ad alimenti sani mentre risultava invece minore, in relazione ai dati precedenti lo studio, per quanto riguarda la soddisfazione da cibo spazzatura.

Cambiare quindi risulterebbe possibile attraverso il giusto tipo di “allenamento”, concludono i ricercatori. Uno studio che sembra però tutt’altro che terminato, come ha spiegato la Dr.ssa Roberts:

Non nasciamo amando le patatine fritte e odiando, ad esempio, la pasta di grano integrale. Questo condizionamento avviene nel tempo in risposta al mangiare, ripetutamente, quello che c’è lì fuori nell’ambiente del cibo tossico.

C’è molta ricerca ancora da fare in questo campo, compreso l’aumento del maggior numero di partecipanti alla ricerca, controlli programmati a lungo termine e l’investigazione di ulteriori aree del cervello.

2 settembre 2014
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