Gli acidi grassi contenuti nel pesce potrebbero neutralizzare gli effetti nocivi del mercurio sul cervello nella fase dello sviluppo prenatale. A sostenerlo è uno studio condotto dallo University of Rochester Medical Center su un campione di 1.500 neomamme e i rispettivi bambini. Tutti i partecipanti allo studio risiedono alle Seychelles, un arcipelago dell’Oceano Indiano in cui il consumo di pesce settimanale è 10 volte superiore a quello europeo e americano.

L’analisi ha rivelato che i bambini nati da mamme che consumavano ben 12 porzioni di pesce alla settimana non sviluppavano deficit cognitivi né disfunzioni cerebrali legate a livelli alti di mercurio nell’organismo. Le linee guida delle autorità sanitarie americane al momento consigliano alle donne incinte di non consumare più di due o tre porzioni di pesce alla settimana.

Il timore degli esperti è che l’accumulo di mercurio, metallo tossico che viene immagazzinato in percentuali irrisorie dai pesci, possa influire sullo sviluppo cerebrale del nascituro. Questa correlazione, tuttavia, non è stata accertata e il mondo scientifico continua a dibattere sull’effettiva efficacia delle restrizioni al consumo di pesce in gravidanza.

Secondo i ricercatori alcuni acidi grassi polinsaturi contenuti nel pesce, noti come n3, possiedono proprietà antinfiammatorie tali da contrastare l’effetto degli N6, grassi associati a processi infiammatori deleteri per l’organismo. Non a caso i bambini nati dalle madri con livelli elevati di N6 hanno riportato punteggi più scarsi nei test sulle abilità motorie.

Uno dei modi in cui il mercurio danneggia l’organismo è proprio l’infiammazione. Grazie agli n3 contenuti nel pesce, l’impatto del mercurio sulla salute verrebbe annullato, evitando l’esposizione delle cellule a processi di ossidazione lesivi per i tessuti cerebrali.

I ricercatori hanno rieffettuato i test cognitivi sui bambini coinvolti nello studio una volta raggiunti i 20 anni, non riscontrando alcun danno neurologico a livello cerebrale.

Lo studio, pubblicato sulla rivista specializzata American Journal of Clinical Nutrition, ha dimostrato che la relazione tra i diversi nutrienti del pesce e l’esposizione al mercurio è più complessa del previsto e merita ulteriori approfondimenti per non rischiare di privare inutilmente le future mamme e i loro nascituri di elementi fondamentali per lo sviluppo dell’organismo.

23 gennaio 2015
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