Mangiare di notte non rispettando il nostro orologio biologico mette più a rischio di incorrere in malattie cardiache e diabete. Questo è quanto hanno evidenziato, attraverso uno studio, i ricercatori della National Autonomous University of Mexico.

Se abbiamo voglia di uno snack notturno dovremmo ricordarci che mettiamo a rischio la nostra salute. Esperimenti effettuati su animali da laboratorio hanno messo in evidenza che quando gli animali hanno mangiato all’inizio della loro fase di riposo si verificava un picco di trigliceridi.

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Questi grassi, derivanti soprattutto da alimenti quali carne, latticini e oli da cucina, possono ostruire le arterie portando a malattie che interessano il sistema cardiovascolare. Possono anche infiammare il pancreas e provocare il diabete.

Studi precedenti hanno dimostrato che persone con alti livelli di trigliceridi nel loro sangue hanno maggiori possibilità di avere problemi cardiaci. Inoltre è stato visto che queste patologie e il diabete sono legati ad uno stile di vita in cui gli uomini ignorano i segnali del loro orologio biologico, mangiando la sera o nella tarda nottata.

I problemi possono derivare anche dai lavori a turni, che prevedono lo stare svegli di notte, o da processi come il jet lag, che se ripetuti nel tempo possono portarci a mangiare nel periodo in cui dovremmo invece dormire.

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I nutrizionisti affermano che i migliori programmi alimentari sono quelli in grado di restare in sintonia con i ritmi circadiani. Con l’arrivare della sera diminuisce la sensibilità del corpo all’insulina. Si è visto che le persone che fanno la prima colazione rispettando il loro orologio biologico hanno il 33% in meno dei livelli di trigliceridi nel sangue rispetto a persone che si abbuffano a cena.

I ritmi circadiani influenzano il nostro metabolismo e i nostri corpi sono in grado di bruciare più calorie alle 8 del mattino rispetto a quante ne riescano a smaltire intorno alle 20 di sera. L’ideale sarebbe mangiare nella fase attiva della giornata e non in quella di riposo.

I principali autori dello studio sostengono che ricerche epidemiologiche hanno mostrato che i lavoratori notturni hanno un maggiore rischio di incorrere in malattie cardiovascolari proprio per i loro pasti spostati in un periodo che non rispetta il loro orologio biologico. La spiegazione sarebbe proprio nel cambiamento del metabolismo dei trigliceridi.

Secondo uno studio effettuato nel 2013 chi mangia di più la mattina riesce a perdere il 12% del peso corporeo, mentre chi mangia di più nella fase serale perde soltanto l’8% dei chili di troppo, anche se si segue la stessa dieta e si pratica con la stessa regolarità l’esercizio fisico.

8 novembre 2017
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