Pranzi e cene davanti alla tv o utilizzando lo smartphone fanno ingrassare. L’avvertimento arriva dai ricercatori della University of Birmingham, secondo i quali la scarsa attenzione verso quello che si sta mangiando porterebbe a consumare più “snack” fuori pasto durante il resto della giornata.

La memoria costruita durante il pasto giocherebbe quindi un ruolo chiave nel resistere alle più o meno piccole “tentazioni alimentari” durante la giornata. Interrompere con un’altra attività, come appunto la tv o lo smartphone, la propria attenzione verso il pranzo o la cena danneggerebbe i ricordi relativi all’attività di mangiare, esponendo a lungo termine alla tendenza a ingrassare.

A stabilirlo i risultati di tre differenti studi condotti dai ricercatori britannici. Nel primo i 39 volontari sono stati suddivisi in tre differenti gruppi ed esposti ad altrettanti livelli di distrazione: alta, bassa o nulla.

Al termine della giornata è emerso come i soggetti le cui attività distraenti erano ad alta intensità (giochi al computer con possibilità di vincita economica) avevano consumato il 69% in più di spuntini rispetto a chi non era stato in alcun modo distratto. Chi aveva ricevuto stimoli esterni meno intensi (giochi al computer senza variabili economiche) ne aveva consumato il 28% in più rispetto ai non distratti.

Durante il secondo studio è stato chiesto ad altri 63 volontari di consumare una zuppa e del pane: parte di loro mentre guardavano la televisione, altri senza distrazioni. Nel pomeriggio i soggetti “distratti” hanno consumato il 18% di biscotti in più rispetto agli altri.

Un terzo e ultimo studio ha infine messo i 45 soggetti coinvolti di fronte a uno stimolo sonoro: ai primi una voce chiedeva di mangiare immaginando di osservarsi mentre stavano mangiando, portandoli così a focalizzarsi sul cibo ingerito; ai secondi di mangiare immaginando di osservare una celebrità (David Beckam) mangiare; ai terzi è stato fatto mangiare il proprio pranzo in silenzio.

Quando durante il pomeriggio è stata offerta loro una merenda il gruppo composto da coloro che avevano immaginato di guardare se stessi mangiare ha consumato molti meno biscotti rispetto agli altri due gruppi. È stato evidenziato così, hanno concluso i ricercatori, come la consapevolezza di ciò che si mangia possa incidere sulle scelte alimentari seguenti.

5 giugno 2015
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