Il cioccolato è un alimento davvero goloso, ma il suo uso nella storia è collegato anche alla cura di numerose patologie. Nel passato è stato utilizzato per curare la febbre, trattare i fenomeni di diarrea infantile, dare “forza” prima delle performance sessuali, favorire la produzione di latte materno, favorire il sonno e anche per pulire i denti. Se la scienza non ha ancora spiegato l’efficacia del cioccolato, o meglio del cacao, per tutti questi problemi, sembra però certo, da recenti studi, che abbia un enorme potere nel migliorare le funzioni cognitive di chi ne fa uso.

Ai benefici, appurati da qualche anno, per l’apparato cardiovascolare, si aggiungono quindi quelli più di recente accertati sul cervello. Lo studio è appena stato pubblicato sulla rivista Appetite. Qui un gruppo di scienziati della University of South Australia descrive metodo e risultati delle analisi condotte.

I ricercatori sono partiti dal Maine-Syracuse Longitudinal Study (MSLS) che ha trattato 968 persone di età compresa tra i 23 e i 98 anni. Sono stati seguiti per circa 30 anni, valutando le loro condizioni a livello cardiovascolare, il loro stile di vita e il tipo di alimentazione. Si è quindi analizzato il variare delle loro facoltà cognitive in relazione al consumo di cioccolato portato avanti da ciascuno.

Dei test hanno permesso di capire come reagisse la memoria visiva, di lavoro e verbale, dopo un lungo periodo continuato di consumo di cacao. Si è visto che c’era un miglioramento della memoria spazio-visuale e organizzativa e del ragionamento astratto. Con un consumo regolare di cioccolato migliorerebbero quindi le prestazioni cognitive e il declino, dovuto all’età, di queste funzioni potrebbe anche rallentare.

Tutto ciò sarebbe determinato dalla presenza dei flavonoidi, composti polifenolici presenti nelle piante che hanno un forte potere antiossidante, aiutano il funzionamento del fegato, del sistema immunitario e dell’apparato circolatorio, contribuiscono alla prevenzione di patologie cardiovascolari, infiammatorie, bloccano i danni provocati dai radicali liberi e hanno potere anticancerogeno.

Altre sostanze presenti nel cioccolato, che si è visto hanno potere psicoattivo, sono le metilxantine, la caffeina e la teobromina: migliorano i livelli di vigilanza e le funzioni cognitive. A fornire tutti questi benefici sarebbe soprattutto il cioccolato fondente, che contiene cacao da un 30% ad un 70%, ma anche quello al latte (cacao da un 7% ad un 15%), sebbene in misura inferiore, porterebbe interessanti benefici.

Questo studio arriva dopo una lunga bibliografia scientifica che ha cercato di valutare questi effetti dal breve al medio, al lungo termine, con risultati sempre positivi. Non è ancora chiaro quale sia il meccanismo che permette di ottenere questi effetti, serviranno altri studi per chiarirlo. Risulta però molto chiaro che il cioccolato è un alimento dalle mille proprietà e che possiamo mangiare senza sensi di colpa, a patto come sempre di non esagerare nelle quantità.

26 febbraio 2016
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