Mangiare carne rossa diminuisce l’aspettativa di vita

Mangiare carne rossa può ridurre l’aspettativa di vita. Questo il risultato ottenuto dallo studio condotto dal dottor An Pan del Dipartimento di Salute Pubblica di Harvard. L’analisi ha riguardato le abitudini alimentari e il relativo stato di salute di 110.000 volontari adulti negli ultimi 20 anni, fornendo alcuni dati percentuali riguardo i rischi potenzialmente derivati dal consumo di derivati animali.

Il rischio di vedere i propri anni ridursi a causa del cattivo stato di salute può aggravarsi, secondo quanto riportato dallo studio, del 13% in caso di consumo di carne rossa non trasformata (es.: una bistecca) e del 20% se trasformata (es.: hot dog). I motivi di questo aumento di rischio non sono ancora stati individuati con assoluta certezza, ma fra i maggiori “indiziati” vi sarebbero il ferro e i grassi saturi. Sotto accusa anche la possibile presenza di nitrati utilizzati per la conservazione e di sostanze generate con la cottura ad alta temperatura.

Tutti i tipi di carne rossa sono potenzialmente nocivi secondo il dottor Pan, che rende note anche alcune percentuali riguardanti alimenti alternativi. Una porzione di noci in sostituzione di manzo e maiale assicura una riduzione del rischio di malattie mortali pari al 19%, mentre il consumo di pollame e cereali integrali fa segnare un -14%. Latticini a basso poveri di grassi o legumi garantiscono un -10% mentre -7% per il pesce.

Secondo lo studio, pubblicato sull’Archives of Internal Medicine di lunedì e condotto su 37.698 uomini e 83.644 donne, ai regimi alimentari in cui è risultato maggiore il consumo di carne rossa è conseguentemente cresciuto il tasso di mortalità prematura. I dati forniti dal professor Pan hanno inevitabilmente scatenato le reazioni del mondo accademico. Critica la posizione della professoressa di Medicina Preventiva Carol Koprowski, che invita a prendere con le dovute precauzioni un’analisi che si basa su quanto riferito dal paziente in merito all’alimentazione seguita.

Positivo il commento del professor Lawrence H. Kushi, impegnato nella ricerca sul cancro presso la Kaiser Permanente Division of Research di Oakland:

Un’opinione diffusa ritiene che mangiare carne rossa sia importante, che dovrebbe essere parte di una dieta salutare. Questo studio dimostra però che minore è il quantitativo assunto e migliore è la dieta.

Accoglie con favore i risultati dello studio condotto da Harvard anche il ricercatore dell’Università della California di San Francisco, nonché aperto sostenitore della dieta vegetariana, dottor Dean Ornish:

Potrebbe essere d’aiuto anche qualcosa di semplice come a esempio scegliere di non mangiare carne il lunedì. Anche i piccoli cambiamenti possono fare la differenza.

Sempre secondo il dottr Ornish, simili cambiamenti in direzione di un consumo meno vincolato all’assunzione di carni potrebbero rappresentare un inevitabile vantaggio per la salute pubblica e per lo stesso pianeta, con un calo delle emissioni di CO2 e della deforestazione per fini collegati all’allevamento intensivo. Argomenti questi che siamo certi alimenteranno il sempre acceso confronto tra carnivori e vegetariani.

13 marzo 2012
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