Sempre più casi di maltrattamento di animali vengono scovati dalle videocamere di sicurezza, poste ormai ovunque nei centri urbani. L’ultimo episodio proviene dal Canada e ha generato accese polemiche dentro e fuori la Rete: protagonista un manager, pronto a prendere a calci il proprio Dobermann nell’ascensore del palazzo in cui vive.

Il filmato è stato scovato dagli addetti alla sorveglianza dell’edificio di lusso che, con regolarità, monitorano quello che accade all’interno degli ascensori per ragioni di sicurezza. Imbattutisi nella registrazione, gli addetti hanno contattato l’associazione SPCA e le forze dell’ordine. Il comportamento dell’uomo è incomprensibile: chiuse le porte dell’ascensore, improvvisamente prende a calci il cane, quindi lo solleva da terra strattonandolo con il guinzaglio. Il quadrupede è tutt’altro che aggressivo, appare invece spaventato dalla presenza del suo proprietario.

Le indagini hanno portato all’identificazione del colpevole, il CEO della catena Centerplate, specializzata in sport e intrattenimento. Stando a quanto riferito dalla SPCA, il cane è stato separato dal suo proprietario ed è ora in piena salute. Non è però tutto, perché in attesa dell’eventuale processo, l’uomo ha perso il lavoro. È la stessa azienda a renderlo noto, in un comunicato del presidente Joe O’Donnell:

Vogliamo ribadire come non condoniamo, tantomeno ignoriamo, l’abuso sugli animali. A seguito di un’estesa revisione dell’incidente, vorrei scusarmi per il disagio che questa situazione ha causato in molti.

Anche dai legali del colpevole è giunta una nota di scuse, scritta di proprio pugno dal manager coinvolto:

Prendo la piena responsabilità delle mie azioni, questo incidente è completamente ingiustificabile, mi vergogno e sono profondamente imbarazzato. Nelle circostanze della serata in questione, una piccola frustrazione dovuta al confronto con un animale di un amico mi ha fatto perdere il controllo delle mie emozioni.

In un primo momento pare che la società avesse proposto una donazione di 100.000 dollari a un rifugio per animali e 1.000 ore di lavori socialmente utili per il CEO. A seguito di boicottaggi e petizioni, firmate da oltre 190.000 persone, il manager ha rassegnato le sue dimissioni in accordo con l’azienda.

3 settembre 2014
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