Abusivismo e dissesto hanno causato la tragedia di Casteldaccia

C’è l’ombra dell’abusivismo edilizio sulla strage avvenuta a Casteldaccia, in provincia di Palermo, dopo l’eccezionale ondata di maltempo in Sicilia che ha interessato soprattutto la parte nord occidentale dell’isola e il territorio di Agrigento.

Gli esperti che hanno analizzato la zona in cui si trova la villetta, all’interno della quale sono rimaste uccise 9 persone, hanno parlato di una situazione molto delicata, con costruzioni che sarebbero sorte nell’area del fiume Milicia, che non presenta argini o mura per delimitare l’acqua.

La villetta teatro della tragedia si trova proprio a meno di 300 metri dal fiume che è esondato. Sulla destra del fiume si trovano alcuni terreni con coltivazioni di agrumi e altre costruzioni, che sono state rovinate dall’acqua e dal fango durante l’ondata di maltempo in Sicilia.

Nel torrente Milicia di rado avveniva la formazione del fango, ma non si era mai verificato un allagamento di tale portata. A parlare di abusivismo in questa zona è stato il sindaco di Altavilla Milicia (paese confinante con Casteldaccia), Giuseppe Virga, il quale ha spiegato di aver fatto diverse segnalazioni ai carabinieri del luogo e di aver presentato un esposto in Procura.

Giovanni Di Giacinto, primo cittadino di Casteldaccia, ha fatto notare che c’era un ordine di demolizione da parte del Comune che interessava la villetta in cui si è verificata la tragedia durante le ore del maltempo in Sicilia. Questo provvedimento però era stato impugnato dai proprietari al Tar.

Nella villetta di Casteldaccia si trovavano diverse persone, che stavano trascorrendo una serata insieme. Un uomo e due bambine si sono salvati perché erano usciti di casa. Un’altra persona è riuscita ad arrampicarsi su un albero. Le 9 persone che si trovavano all’interno della casa non sono riuscite a salvarsi, perché la furia dell’acqua le ha travolte senza lasciare scampo.

Intanto la Procura di Termini Imerese ha aperto un’inchiesta sull’accaduto, soprattutto per controllare se le costruzioni sono state realizzate rispettando le leggi. Il procuratore Ambrogio Cartosio ha spiegato che alcuni immobili sembrano stati costruiti molto vicini all’alveo del fiume, più vicini dei 150 metri di distanza che sono imposti per legge.

5 novembre 2018
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