Malpensa: l’UE apre inchiesta per disastro ambientale

Tira una brutta aria a Malpensa. Se i piani per l’aeroporto sono quelli di un rilancio in grande stile, con il potenziamento della terza pista, i numeri parlano di un calo crescente di voli e di una centralità dello scalo nelle rotte internazionali sempre più labile. Una lenta agonia dell’HUB a cui potrebbe dare un improvviso colpo di grazia l’Unione Europea.

Sì, perché a Bruxelles stanno aprendo un’inchiesta sui danni che il celebre aeroporto – voluto a suo tempo a gran voce dalla Lega Nord, in barba alle proteste degli ambientalisti – starebbe facendo al poco distante Parco naturale della Valle del Ticino. L’ipotesi è un’accusa per disastro ambientale: una beffa, che ribadirebbe la centralità di quelle critiche a suo tempo zittite con troppa premura.

Se l’amministrazione milanese non saprà correre ai ripari – ed il prossimo lancio della società Malpensa in borsa sembra non far presagire nulla di buono -, l’Italia si ritroverò con l’ennesima infrazione da pagare all’UE. L’ennesima per danni ambientali.

Una nuova prova della sbadataggine – lasciateci usare questo eufemismo – politica del nostro Paese, incapace di preservare i propri territori naturali intatti, ma capacissimo di investire miliardi in grandi opere non solo devastanti dal punto di vista ambientale, ma anche strategicamente poco lungimiranti. In tempi di crisi e sacrifici per tutti, viene da mordersi le mani ed è difficile non vedere in questa storia uno stretto parallelismo con quanto sta avvenendo di questi tempi in Val di Susa ed alla lotta No Tav.

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3 ottobre 2011
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