Non capita di rado che, con l’arrivo dell’autunno, il tono dell’umore ne risenta. Le giornate meno assolate, il calo delle temperature, nonché una permanenza maggiore all’interno delle abitazioni, possono infatti alimentare una sensazione di ansia e depressione, dove la malinconia è di certo il sintomo più evidente. Da cosa deriva questo disturbo, seppur transitorio, e quali sono i migliori rimedi erboristici per affrontarlo?

Prima di cominciare, è bene sottolineare come qualsiasi alterazione dell’umore debba essere vagliata in concerto con il medico curante, il quale potrà quindi consigliare esami più approfonditi o il supporto di un psicoterapeuta. Non sempre la malinconia sperimentata in autunno è un fenomeno passeggero, a volte sono cause più profonde che lo determinano. Le informazioni di seguito riportate, di conseguenza, hanno un carattere unicamente illustrativo.

Malinconia autunnale: cosa la causa?

Il cambio di stagione rappresenta sempre un momento molto importante, e decisamente intenso, sia per il fisico che per la mente. L’organismo, infatti, deve adattarsi sia alla trasformazione del clima che ai nuovi ritmi quotidiani, consumando grandi energie e alimentando conseguentemente stanchezza. Durante l’autunno, questo effetto si rende ancora più evidente, poiché si tratta della stagione immediatamente successiva al momento di gran relax e divertimento rappresentato dall’estate.

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Considerato come i disturbi dell’umore stagionali colpiscano un numero rilevante di persone, in ambito scientifico e psicoterapeutico si è da tempo definita una vera e propria sindrome, quella del SAD: il Disordine Affettivo Stagionale. Si tratta di una problematica, conosciuta anche come “winter-summer blues”, che determina stanchezza fisica e mentale, tristezza, malinconia, ansia e depressione, nonché difficoltà del sonno, alterazioni a carattere alimentare e molto altro ancora. Il SAD viene definito come una questione “a pattern stagionale”, ovvero in grado di risolversi spontaneamente a seguito delle settimane più dure dell’anno, in questo caso solitamente concomitanti con ottobre. Il disturbo, tuttavia, può essere frequente anche in primavera. Molte le possibili cause, alcune già accennate: il cambio del clima, la modifica dei ritmi di vita, la minore esposizione solare, l’impossibilità di trascorre lunghi periodi all’aperto, il senso di conclusione e ansia che accompagna l’avvicinarsi della fine dell’anno, nonché tanto altro ancora. La diagnosi del SAD, ovviamente, spetta solo agli specialisti.

Rimedi erboristici

La tipica malinconia autunnale, in assenza di condizioni e patologie più gravi, può essere affrontata anche con l’aiuto di alcuni rimedi naturali, di origine erboristica e fitoterapica, dalle proprietà sia calmanti che energizzanti a seconda delle esigenze. Vale la pena ricordare, tuttavia, come l’assunzione debba essere concordata con il medico, sia per escludere ipersensibilità personali che controindicazioni, ma soprattutto l’incompatibilità con condizioni di salute pregresse o con la somministrazione di alcuni farmaci.

Per quanto riguarda i rimedi calmanti, ovvero in grado di ridimensionare blandamente gli stati ansiosi, rientra certamente la classica camomilla. Può essere un valido aiuto sia al risveglio che prima di coricarsi, per ottenere una maggiore tranquillità. Indicata per un sonno più ristoratore, e senza pesantezza al risveglio, è anche la passiflora: questa pianta dimostra infatti dei lievi effetti ansiolitici. Non può essere assunta, però, qualora già si assumessero farmaci della stessa classe o, ancora, qualora siano presenti malattie che comportano sedazione di vario livello.

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Sul fronte dei ritrovati erboristici energizzanti, invece, molto note sono alcune piante adattogene, ovvero in grado di migliorare la resistenza fisica, ripristinare un corretto metabolismo e fornire energia prolungata nel tempo. Fra questi i classici ginseng, gingko biloba, zenzero e curcuma, ma anche la maca andina, il guaranà, la rhodiola, l’euterococco e molti altri. Anche in questo caso, è necessario verificare la compatibilità con la propria condizione, con eventuali farmaci assunti e le controindicazioni, evitando sempre il fai da te. Tutte queste piante esprimono un potere energizzante, soprattutto a livello cardiovascolare e nervoso. Alcune di esse, inoltre, stimolano anche il rilascio di serotonina e, ancora, incentivano la risposta sessuale aumentando il desiderio: è il caso della già citata maca andina.

Infine, utile può essere uno sguardo anche agli universi dell’aromaterapia e dei fiori di Bach, per chi fosse alla ricerca di rimedi più blandi e meno pesanti sul fronte delle controindicazioni. Fra gli oli e le essenze più impiegati per stimolare relax ed energia, vi sono di certo lavanda, cannella e rosmarino, ma anche l’olio di iperico per un effetto rigenerante. Per i fiori di Bach, invece, si tende a consigliare Mustard, poiché associato a una malinconia dalla causa di difficile identificazione, oppure il Rescue Remedy per i momenti maggiormente ansiosi.

14 ottobre 2017
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