Le Maldive rappresentano uno dei luoghi più famosi del nostro pianeta soprattutto per quanto riguarda le bellezze naturali. Ma il rischio ambientale per le note isole coralline non è affatto da trascurare. Il paradiso naturale delle Maldive potrebbe essere inghiottito dall’oceano entro il 2100 a causa dell’innalzamento del livello delle acque.

Per tentare di salvare uno dei luoghi più amati al mondo il presidente Mohammed Nasheed ha escogitato un sistema del tutto singolare. Si tratta delle green tax, una sorta di “tassa verde” che i turisti dovranno pagare e che sarà pari a 3 dollari al giorno. La proposta è in discussione presso il Parlamento delle Maldive.

Se venisse approvata, i ricavati dalla green tax servirebbero a finanziare l’eliminazione di fonti di energia fossili, e sfruttare invece le fonti di energia rinnovabile. Un progetto che comporta una spesa ingente di circa 1 miliardo e 100 milioni di dollari.

Per trovare i soldi necessari alla realizzazione del progetto si era fatto ricorso a dei finanziatori esterni, che però non hanno portato avanti l’iniziativa fino in fondo anche a causa della crisi economica. Poiché il governo delle Maldive non può permettersi di affrontare una spesa così onerosa, ha deciso di sfruttare una risorsa fondamentale per le isole: il turismo.

Se anche la tassa verde imposta ai turisti non dovesse funzionare per impedire l’azione dei cambiamenti climatici, il presidente Mohammed Nasheed ha intenzione di acquistare dei terreni in India, Sri Lanka e Australia. Proprio in questi territori gli abitanti delle Maldive si trasferiranno se l’innalzamento dei livelli dei mari dovesse mettere in pericolo la loro vita.

10 settembre 2009
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