Malattie respiratorie: sotto accusa uova, frutta e verdura

Allergie e malattie respiratorie legate all’alimentazione. Un dibattito molto acceso negli ultimi anni e che ha visto nuovi contributi prodotti durante il XVI Congresso sulle malattie respiratorie, svoltosi ieri a Verona e promosso dal Dr. Roberto W. Dal Negro, responsabile di Research & Clinical Governance. Occhi puntati soprattutto sull’asma, che secondo quanto ricordato durante i lavori ha registrato 495 vittime nel solo 2012.

Riguardo il possibile sviluppo di allergie e asma sotto accusa finiscono in primo luogo le uova, pericolose già dalla tenerissima età, seguite un po’ a sorpresa da alcuni degli alimenti più consigliati per il vivere sano. Frutta e verdura sono state inserite nella lista dei cibi pericolosi, in particolare per quanto riguarda le fasce d’età che vanno dai 3-4 anni in su per la prima e dai 7 in poi per la seconda.

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Il rischio di sviluppare allergie va ricordato è potenziale e può essere frutto di una predisposizione genetica come di un ricorso scorretto agli alimenti segnalati. Relativamente al loro impiego nella dieta, i cibi possono portare a reazioni iperimmuni nel caso in cui si ecceda nel consumo o questo sia prolungato e abbondate o addirittura esclusivo. Maggiore preoccupazione come detto destano le uova, come sottolinea il professor Nunzio Crimi, ordinario di Malattie respiratorie presso la facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Catania:

L’allergia alle uova è il più forte predittore riconosciuto di allergie respiratorie nei bambini e negli adulti di asma. I pazienti che hanno sia allergie alimentari che asma rischiano maggiormente reazioni anafilattiche e mortali. I pazienti asmatici o con patologie respiratorie croniche e con allergie alimentari ricorrono sei volte di più ai pronto soccorso per le forme più gravi di asma.

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Gli studiosi invitano infine a prestare molta attenzione all’eventuale presentarsi di reazioni cutanee e respiratorie, possibili “campanelli d’allarme” da non sottovalutare. Questi secondo gli esperti intervenuti gli alimenti a rischio (che possono concorrere ad un aumento del rischio allergie), divisi per fasce d’età, con le relative reazioni da tenere sotto controllo:

  • Bambini da 0 a 3 anni: latte e uova – sintomi possibili diarrea, eczema, orticaria e vomito;
  • Da 1 a 3 anni: – sintomi possibili diarrea, dolori addominali, eczema e sibili;
  • Da 3 a 4 anni: latte, uova, arachidi, nocciole, frutta, grano e soia – sintomi possibili asma, disturbi gastrointestinali, eczema e rinite;
  • Da 7 a 15 anni: frutta, vegetali, nocciole e arachidi, pesce e frutti di mare – sintomi più comuni sono sindrome orale allergica, asma, anafilassi, disturbi gastrointestinali e rinite;
  • Adulti, sia maschi che femmine: frutta e verdura, nocciole e arachidi, semi, pesce, frutti di mare e grano – sintomi maggiori sindrome orale allergica, asma, anafilassi, disturbi gastrointestinali e rinite.

14 febbraio 2013
I vostri commenti
Oliver, martedì 4 marzo 2014 alle23:35 ha scritto: rispondi »

Questa è la prima volta che vedo tirare in ballo il consumo di verdura e frutta in relazione all'asma. Ringrazio per l'informazione, che mi lascia perplesso, ma che approfondirò ulteriormente dato che mi interessa molto l'argomento. Una domanda: mi risulta che le vaccinazioni pediatriche (vedi per esempio ampia documentazione del Prof. Eugenio Serravalle) siano indiziate per essere (co)responsabili di molte forme allergiche e dell'asma - nessuno degli intervistati ha messo in relazione le vaccinazioni con le qui esposte reazioni agli alimenti?.. Grazie, e salute.

Silvano Ghezzo, giovedì 14 febbraio 2013 alle23:13 ha scritto: rispondi »

Secondo il mio modestissimo parere, finchè non riusciremo a scoprire i segreti della genetica umana, non si farà altro che navigare a vista limitata sulle allergie e le malattie autoimmuni. 

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