Non è mai troppo tardi per cambiare vita: è quello che rivela uno studio condotto alla Northwestern Medicine e pubblicato sulla rivista Circulation. I ricercatori della Feinberg School of Medicine della Northwestern University, Chicago, hanno voluto indagare gruppi di trentenni e quarantenni decisi a cambiare stile di vita, per virare verso abitudini più sane.

Il risultato dello studio è incoraggiante: cambiare abitudini alimentari e stili di vita anche dopo i 30-40 anni provoca notevoli effetti benefici per quanto riguarda le malattie cardiovascolari e potrebbe anche invertire la progressione naturale di una patologia già in atto.

Per questo lavoro, gli scienziati hanno confrontato comportamenti e stili di vita di oltre 5 mila partecipanti allo studio “Coronary Artery Risk Development in Young Adults” (CARDIA), confrontano i dati con quelli s sull’ispessimento e sulla calcificazione delle arterie.

Le analisi su cui si è basato lo studio della Northwestern coprivano un arco temporale di osservazione abbastanza lungo: la prima parte dei dati rilevati quando i partecipanti avevano fra i 18 e i 30, la seconda 20 anni dopo.

I fattori considerati dai ricercatori per valutare lo stato di salute dei soggetti partecipanti erano: non essere in stato di sovrappeso né tantomeno obesi, non avere il vizio del fumo, effettuare regolare attività motoria, non assumere alcol e seguire un tipo dieta considerata equilibrata e sana.

Per quanto riguarda la fascia più giovane, se a 18 anni nessuno dei fattori considerati sani era proprio dello stile di vita dei soggetti, al giro di boa dei vent’anni almeno uno dei 5 veniva integrato. Fra i soggetti della fascia adulta, i partecipanti che seguivano tutte e 5 le abitudini sane elencate dai ricercatori erano meno del 10%.

Ogni integrazione nelle abitudini considerate sane è stata associata con una quota media di inspessimento e calcificazione coronarica in meno, ridotta ma rilevabile: l’inspessimento e la calcificazione delle arterie, infatti, sono due principali marcatori delle malattie cardiovascolari. Bonnie Spring, professore di Medicina alla Northwestern, ha spiegato:

Si considera l’età adulta un periodo ormai ininfluente: secondo il senso comune è troppo tardi per qualsiasi cambiamento. Questo studio sfata molti miti: abbiamo scoperto che il 25 per cento degli adulti che ha cambiato stile di vita ha ridotto notevolmente il rischio di sviluppare una malattia coronarica. Questo significa che non è mai troppo tardi per i cambiamenti che aiutano il cuore.

Il risvolto negativo della medaglia è che il team di ricerca ha rilevato un decadimento degli stili di vita per un buon 40% dei partecipanti: questo, spiegano i ricercatori, ha aumentato le probabilità di sviluppare problemi alle coronarie. Spring ha concluso:

Ogni calo nei fattori considerati sani comporta una maggiore probabilità di calcificazione e inspessimento coronarico rilevabile in sede scientifica: questo significa che l’età adulta non è un periodo in cui ci si può lasciare andare. Se si cerca una vecchiaia felice, uno stile di vita sano deve essere mantenuto fino alla tarda età.

2 luglio 2014
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