Le malattie autoimmuni sono un gruppo di patologie che originano dalla disfunzione del sistema immunitario: quest’ultimo inizia ad attaccare le cellule del suo stesso organismo.

Le cellule del sistema immunitario sono deputate a difendere il nostro organismo, soprattutto dalle infezioni di virus e batteri. Queste cellule vengono riconosciute come estranee grazie ad antigeni, in genere proteine, che si trovano o all’interno della cellula o sulla loro superficie. Lo stesso sistema immunitario riconosce come estranee o dannose anche le cellule tumorali e quelle degli organi trapiantati. In caso di malattia autoimmune, invece, le nostre difese diventano nemiche di cellule del tutto sane e cominciano a produrre anticorpi, più propriamente detti autoanticorpi, che attaccano organi e tessuti inducendo una massiva infiammazione e gravi danni tissutali.

Ad oggi, nonostante siano note diverse patologie che appartengono a questa categoria, non ne sono sempre chiare le cause scatenati, e la stessa definizione dei sintomi è legata al distretto corporeo specifico che viene colpito. La diagnosi di tutte questa malattie, oltre a essere orientata dall’anamnesi e dall’esame obiettivo del medico, è legata a specifici esami del sangue.

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Trattamento e terapia farmacologica sono in genere specifici per ogni malattia e non sono orientati alla cura, quanto al contenimento dei sintomi e al rallentamento della progressione della patologia

Vediamo quali sono le malattie autoimmuni più diffuse nella popolazione e quale sia l’approccio diagnostico e terapeutico.

Le malattie autoimmuni più diffuse

Nel vasto gruppo di malattie autoimmuni, le più comuni nella popolazione generale sono:

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  • Anemia emolitica autoimmune: colpisce i globuli rossi e si manifesta con anemia, ingrossamento della milza e può avere esito letale;
  • Anemia perniciosa: colpisce e danneggia le cellule della parete gastrica riducendo l’assorbimento di vitamina B12;
  • Sindrome di Goodpasture: colpisce reni e polmoni e si manifesta con tosse, astenia e gonfiori, è in genere controllabile con la terapia;
  • Tiroide di Hashimoto: coinvolge la tiroide e causa una ridotta funzionalità della ghiandola, che può essere controllata mediante la somministrazione di ormoni tiroidei;
  • Morbo di Graves: sempre una malattia che colpisce la iroide,ne causa una iperstimolazione, anche in questo caso la prognosi è favorevole con adeguato trattamento;
  • Sclerosi multipla: colpisce il sistema nervoso centrale e la colonna vertebrale, causa un progressivo e inarrestabile danno al rivestimento delle cellule nervose e si manifesta con problemi visivi, debolezza e sensazioni anomale soggettive;
  • Miastenia gravis: coinvolge le giunzioni neuromuscolari ossia il punto di connessione tra il nervo e i muscoli, in genere è possibile un buon controllo farmacologico;
  • Artrite reumatoide: si manifesta con febbre, astenia e dolore articolare a causa dei danni alle articolazioni, in seguito coinvolge polmoni, nervi, pelle e cuore;
  • Lupus eritematoso sistemico: colpisce articolazioni, reni, pelle, cuore e cervello, oltre alle cellule ematiche;
  • Diabete di tipo I: malattia a carico delle cellule del pancreas deputate alla produzione di insulina, con prognosi positiva se adeguatamente trattato;
  • Vasculite: danno a carico dei vasi sanguigni che si manifesta con eritema, dolori e crampi addominali, sintomi nervos. Ha una prognosi favorevole con adeguato trattamento.

Le cause

I dati scientifici hanno dimostrato che questa malattie possono essere scatenate da diversi fattori, ma le cause specifiche non sono note con certezza. I più noti fattori scatenanti sono:

  • un’anomala infezione virale;
  • una molecola/cellula estranea, simile a quelle dell’organismo, può penetrare l’organismo stesso e confondere il sistema immunitario;
  • i linfociti B iniziano a produrre anticorpi patologici.

In alcuni casi, le malattie autoimmuni compaiono e scompaiono senza che ne sia nota la causa.

Diagnosi e trattamento

La molteplicità e complessità dei sintomi richiede una attenta anamnesi e l’esame obiettivo da parte del medico: la conferma diagnostica arriva però esclusivamente dalle analisi del sangue. La terapia, volta come detto al controllo della malattia, è prima di tutto diretta a sopprimere l’attività del sistema immunitario, con inevitabili conseguenze sulle capacità di difesa dalle comuni infezioni.

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Oltre agli immunosoppressori, molto impiegati sono anche i corticosteroidi, utili a controllare lo stato infiammatorio. La loro prolungata somministrazione induce però effetti collaterali anche intensi. Una nuova generazione di farmaci è diretta ai linfociti B.

20 luglio 2017
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