Il corbezzolo è una pianta tipica dei paesi mediterranei che, negli ultimi anni, sta generando nuovo interesse fra i consumatori, dopo un passato dalla grande storia. Scelto sia a scopo alimentare, per via dei suoi gustosi frutti, che come varietà ornamentale, questo arbusto dalla natura cespugliosa può essere però soggetto ad alcune malattie, che ne possono compromettere la crescita. Quali sono le più rilevanti e, soprattutto, come agire sia in termini di prevenzione che di trattamento?

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Prima di procedere con le informazioni relative alle malattie di cui la pianta può essere solitamente soggetta, è bene fornire qualche dettaglio chiave su questa varietà straordinaria, sia in termini di origine che di applicazioni per l’uomo, non solo limitate all’ambito alimentare o al giardinaggio.

Corbezzolo: cosa è?

L’Arbutus unedo è una pianta, conosciuta anche con il nome comune di corbezzolo o albatro, appartenente alla famiglia delle Ericaceae. Originario dei paesi affacciati sul Mediterraneo, seppur trovi una buona diffusione anche sulle coste dell’Irlanda, questo vegetale si caratterizza per un arbusto cespuglioso, ramificato e dal portamento importante. La derivazione del nome botanico è certamente singolare, poiché giunge da Plinio il Vecchio: considerato come il frutto possa causare dei medi disturbi gastrici e intestinali se consumato in dose abbondanti, il naturalista romano aveva sottolineato come si potesse mangiare un solo corbezzolo alla volta. Da qui la definizione di Arbutus unedo, ovvero dal latino “unum” e “edo”.

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La pianta può raggiungere altezze variabili, anche fino agli 8 metri in natura, e vede una chioma cespugliosa e ramificata solcata da foglie ovali di verde intenso, robuste e dal profilo dentellato. Dalle foglie si ergono dei piccoli fiorellini, dal bianco al rosa di colore, dalla natura pendula e dall’elevato contenuto di nettare: una peculiarità capace di richiamare un gran numero di api, da cui poi si ricava un ottimo miele di corbezzolo. I frutti, di medie e piccole dimensioni, presentano una colorazione d’intenso rosso e, sulla superficie esterna, vedono dei piccoli rigonfiamenti, abbastanza ruvidi al tatto. La maturazione avviene di solito a ridosso con l’autunno e, proprio per questa ragione, il corbezzolo è spesso presente nelle ricette di stagione della tradizione di alcune regioni italiane.

Gli usi della pianta non si limitano agli scopi alimentari, tra cui anche la produzione di frutta sotto spirito e alcuni alcolici locali. Il legno dell’arbusto, infatti, è spesso scelto per alimentare stufe e camini grazie alla facilità con cui sprigiona calore. Inoltre, sprigionando toni aromatici per azione del fuoco, è sovente impiegato come legno di cottura per gli arrosti. Le foglie, invece, possono essere usate per la concia delle pelli.

Malattie della pianta

Il corbezzolo è normalmente una pianta resistente e rustica, capace di adattarsi facilmente al clima mite e temperato dell’area mediterranea. Eppure, nonostante questa caratteristica, può essere colpito da alcune malattie, nonché dall’azione dei parassiti: se non trattati correttamente, questi disturbi possono portare anche alla morte della pianta.

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Il primo passo da compiere è quello della prevenzione, perché alcune pratiche errate di coltivazione e manutenzione possono facilitare l’insorgere di problematiche. Innanzitutto, è necessario che il corbezzolo goda di una buona esposizione solare, soprattutto per evitare ristagni ed eccessiva umidità. Per lo stesso motivo, un eccesso di annaffiature, così come rami e fogli costantemente umidi, potrebbero favorire la comparsa di funghi e muffe. La pianta, in ogni caso, non necessita di irrigazioni costanti, se non nei periodi più caldi dell’anno. Allo stesso modo, bisogna accertarsi che il terreno sia sempre fertile, anche con il ricorso ciclico a concimi organici quali il compost: un terriccio povero di sostanze nutritive, infatti, indebolisce l’arbusto e lo rende più soggetto alle malattie.

I disturbi più frequenti sono quelli causati dagli afidi, dei parassiti che possono danneggiare irrimediabilmente le foglie: per eliminarli, bisognerà comunque far ricorso ad antiparassitari non eccessivamente aggressivi, oppure a rimedi naturali come aglio, tea tree oil ed essenza d’ortica. Sull’efficacia di questi trattamenti non vi è accordo, mentre appare più efficace l’introduzione di specie predatrici, quali le coccinelle.

La malattia più problematica per il corbezzolo è certamente quella causata dalla Septoria unedonis, un patogeno di origine fungina. L’agente provoca delle vistose macchie scure sulle foglie, con un centro grigio e un profilo rosso oppure marrone. Per effetto dell’aggressione, le foglie colpite diventeranno progressivamente gialle, fino a cadere. Se non trattata per tempo, la malattia fungina può diffondersi su tutta la pianta e, in casi gravi, causarne la prematura morte. L’eliminazione della Septoria unedonis avviene con la distribuzione di sostanze antifungine a base di rame, disponibili in tutti i centri dedicati alla botanica, mentre in caso di trapianto di esemplari colpiti in passato, è consigliato trattare il terreno preventivamente sempre con appositi composti a base di rame.

19 febbraio 2017
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